InfoServizi‎ > ‎Sicurezza‎ > ‎

Notizie sicurezza

Bando Isi Inail: contributi a fondo perduto per le imprese che investono nella sicurezza sul lavoro

pubblicato 02 mag 2017, 06:35 da Gianluca Bassiato

Le imprese che intendono investire al fine di aumentare la sicurezza sul lavoro, bonificare l’eventuale amianto presente in azienda, promuovere la responsabilità sociale ed innovare l’organizzazione, possono presentare la domanda di ammissione al bando ISI Inail 2016 che prevede contributi a fondo perduto per tali investimenti. Il contributo che le imprese potranno ricevere (se in graduatoria positiva) è del 65% delle spese totali ammissibili.
Una parte dei fondi messi a disposizione con il bando è riservato ai progetti delle micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività, individuati dai specifici codici ATECO.
Le domande possono essere “caricate” nel portale Inail dal 19/04/2017 fino alle 18.00 del 05/06/2017, nella sezione “accedi ai servizi on line”.
Dal 12/06/2017 verrà comunicata invece la data del click day per l’inoltro effettivo della domanda di contributo.
Maggiori informazioni possono essere richieste agli uffici Ambiente Sicurezza delle proprie associazioni Mandamentali di riferimento.

INAIL: pubblicato il nuovo modello OT24

pubblicato 26 lug 2016, 06:51 da Gianluca Bassiato

Le imprese che effettuano interventi migliorativi, rispetto a quelli previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, possono presentare annualmente all’Inail, entro il 28 febbraio (il 29 febbraio se bisestile), la domanda di riduzione del tasso medio di tariffa Inail. Tali interventi devono rientrare fra quelli previsti nel modulo di domanda OT24 che anche per il 2017 è stato purtroppo modificato in corso d’anno, creando non poche difficoltà alle imprese che hanno programmato già da inizio anno gli interventi in materia di sicurezza.
Con il nuovo modulo di domanda OT24 per il 2017, rispetto a quello utilizzato nel 2016, sono state apportate alcune modifiche agli interventi da poter realizzare.
Si ricorda che in fase di domanda di riduzione del premio Inail, assieme al modulo OT24, vanno presentati anche i documenti probatori che devono dimostrare di fatto l’effettuazione delle attività realizzate.
Per presentare la domanda di riduzione del premio, deve comunque essere garantito il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione degli infortuni e di igiene nei luoghi di lavoro.
Infine per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa è necessario aver effettuato interventi tali che la somma dei loro punteggi sia pari almeno a 100.

DURC ON LINE ATTIVO DA LUGLIO

pubblicato 06 ago 2015, 07:01 da Maurizio Ballan   [ aggiornato in data 07 ago 2015, 03:06 ]

Finalmente operativo il Durc on line.
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo una lunga attesa, il decreto interministeriale che lo renda operativo.
Il DM 30 gennaio 2015 (G.U. n. 125 del 1° giugno 2015) riporta le modalità operative per la verifica online e in tempo reale del Durc. Entra in vigore 30 giorni
dopo la pubblicazione e quindi a partire dal primo luglio la regolarità contributiva delle imprese è accertata attraverso un’interrogazione telematica nelle banche dati di Inps, Inail e Casse edili, indicando il codice fiscale del soggetto da verificare. 
Il nuovo documento di regolarità contributiva avrà una validità di 120 giorni dall’effettuazione della verifica, che riguarderà i pagamenti dovuti dall’impresa ai lavoratori subordinati, ai collaboratori e ai lavoratori autonomi. Potrà inoltre essere utilizzato per ogni finalità richiesta dalla legge (erogazione di sovvenzioni, contributi, attestazioni Soa) senza bisogno di richiederne uno nuovo ogni volta, con un notevole vantaggio per le imprese.
Ma non è l’unica novità contenuta nel decreto. La regolarità sussiste anche in presenza di uno scostamento tra le somme dovute e quelle versate non grave, ovvero
che risulti pari o inferiore a 150 euro per ogni gestione. Qualora invece non fosse possibile attestare la regolarità contributiva in tempo reale, l’Inps, l’Inail e le Casse
edili trasmettono tramite pec all’interessato l’invito a regolarizzare con indicazione analitica delle cause di irregolarità rilevate da ciascuno degli Enti tenuti al controllo. L’impresa, avvalendosi delle procedure in uso presso ciascun Ente, può regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica dell’invito, che impedisce
ulteriori verifiche per altri 30 giorni. A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione del decreto sono però arrivati i primi chiarimenti del Ministero del Lavoro.
Sono contenuti nella circolare n. 19/2015, con cui sono state diramate le istruzioni operative per l’avvio dal 1° luglio della nuova procedura telematica.
La circolare, nel riprendere i contenuti del decreto, si sofferma in particolare sui soggetti abilitati alla verifica della regolarità contributiva, i requisiti e le modalità
con le quali operare per ottenere il nuovo Durc. Si precisa infine che i Durc ottenuti antecedentemente al 1° luglio e in corso di validità, potranno essere utilizzati nei
casi e per i periodi di validità previsti dalla vecchia disciplina.

Ministero Lavoro e Politiche Sociali: nota 7127 del 28 aprile 2015

pubblicato 03 giu 2015, 01:22 da Gianluca Bassiato

Provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ex art. 14 del Dlgs. n. 81/2008 - Decisione della DIL Milano, prot. n. 1701 del 2.03.2015, di accoglimento del ricorso ex art. 14, comma 9 D.lgs. il 81/2008

Risposta a nota prot. 1561 del 3.03.2015

"Si riscontra la nota del 3 marzo u.s., concernente l’esatta individuazione della cd. micro impresa e le categorie di prestatori di lavoro computabili ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione, al fine di fornire, in merito, le seguenti valutazioni.

Ai sensi dell’art. 14, comma 1, del D.lgs. n. 81/2008, i requisiti per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale sono individuati:
a) nell’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro;
b) nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro [...]

Unicamente nell’ipotesi di lavoro irregolare, il D.lgs. n. 106/2009, con l’art. 11, comma 1, lett. e) ha introdotto, nel medesimo art. 14, il comma 11-bis, stabilendo una deroga alla adozione del provvedimento di sospensione qualora il lavoratore irregolare risulti l’unico occupato dall’impresa.
La scrivente Direzione ha in proposito emanato due circolari - n. 30/2008 e n. 33/2009 - in cui, nell’esaminare i presupposti per l’adozione del provvedimento, con particolare riguardo al calcolo di detta percentuale, ha affrontato il tema dell’impiego dei lavoratori "in nero", specificando che devono considerarsi tali anche "tutti i soggetti comunque riconducibili all’ampia nozione di cui all’art. 2, comma 1, lett. a), del D.lgs. n. 81/2008, rispetto ai quali non si sia provveduto a formalizzare il rapporto, comprendendovi anche i soggetti che pur risultando indicati nella visura CCIAA in quanto titolari di cariche societarie svolgono attività lavorative a qualsiasi titolo...".
Da tale indicazione si è argomentata l’automatica computabilità, nel novero dei "lavoratori", dei soci, anche investiti di particolari poteri, che svolgono attività lavorativa a favore dell’impresa.
È opportuno in tale sede, al fine di chiarire e delimitare il concetto sopra formulato, richiamare la definizione di "lavoratore" contenuta nell’art. 2, comma 1, lett. a), del D.lgs. n. 81/2008, in cui tale qualifica si attribuisce alla "persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione [...] Al lavoratore così definito è equiparato il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso;".
L’enunciato sembra porre, a ben vedere, la persona del lavoratore in una posizione di alterità, all’interno dell’organizzazione aziendale, rispetto alla figura datoriale. Anche la successiva equiparazione, al lavoratore così definito dalla norma, del socio lavoratore "che presta la sua attività per conto delle società [...]" non muta la prospettiva di una necessaria dissociazione tra la figura del lavoratore e quella del datore, all’interno della compagine aziendale, pur nell’ipotesi di un’attività lavorativa prestata da uno o più soci.
Nello stesso senso sembra deporre il tenore letterale dell’art. 14, comma 11-bis, del D.lgs. n. 81/2008, ove e previsto che "il provvedimento di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare non si applica nel caso in cui il lavoratore irregolare risulti l’unico occupato dall’impresa".
Sembra pertanto corretto porre in evidenza la sostanziale diversità che intercorre tra coloro che, prestando attività lavorativa a favore dell’impresa, rivestono la carica di amministratori, e sono dotati, pertanto, dei tipici poteri datoriali, e chi invece, pur appartenendo alla compagine societaria, non dispone di tali poteri gestori.
Nel primo caso, come sopra evidenziato, non sussiste la necessaria dissociazione tra le figure di datore e prestatore di lavoro e, pertanto, non è possibile computare tali soggetti nella categoria dei "lavoratori", ai fini richiesti dalla legge.
Pertanto, i soci amministratori che prestano attività lavorativa in azienda non andranno computati nel calcolo della percentuale dei lavoratori complessivamente "occupati" ai fini della adozione del provvedimento di sospensione. Ne consegue che tale esclusione opera anche nell’eventualità in cui venga rilevata la presenza di un solo lavoratore "in nero" alla luce di quanto previsto all’art. 14 comma 11-bis del D.lgs. n. 81/2008 con conseguente inapplicabilità del provvedimento di sospensione.
Per contro, i soci lavoratori cui non spetta l’amministrazione o la gestione della società, non disponendo dei poteri datoriali tipici, dovranno essere computati agli effetti di cui sopra.

Il Direttore Generale

dott. Danilo Papa

CERTIFICAZIONE ANTIMAFIA: LE “WHITE LIST” PREFETTIZIE

pubblicato 08 apr 2015, 06:54 da Maurizio Ballan   [ aggiornato in data 08 apr 2015, 06:54 ]

Le “white list” per velocizzare le procedure di appalto. Interessa le imprese che lavorano nei settori più sensibili e maggiormente esposti a rischio di infiltrazione mafiosa, possono iscriversi nelle “white list” della Prefettura dove l’impresa ha la propria sede legale. Con il provvedimento sulla semplificazione e trasparenza amministrativa è stato infatti approvato un provvedimento che interessa le aziende prestatrici di servizi ed esecutrici di lavori pubblici. Tale provvedimento vuole accelerare il rilascio di provvedimenti, come appalti di lavori, forniture di beni e servizi, erogazioni di finanziamenti e autorizzazioni per inizio attività, per i quali è richiesta la documentazione antimafia. Da tempo la documentazione antimafia, richiesta solo nel caso di rapporti contrattuali con amministrazioni, enti pubblici e società private concessionarie di opere pubbliche, viene rilasciata dalle Prefetture attraverso l’acquisizione telematica dei dati mediante le banche dati del Ministero dell’interno e delle Camere di Commercio. La richiesta della documentazione antimafia da parte dell’ente pubblico può però comportare un rallentamento nei tempi di emissione dei provvedimenti necessari alle imprese. L’iscrizione nella “white list” permette di superare questo problema alle imprese dei settori ritenuti più a rischio:
• Trasporto di materiali a discarica per conto di terzi;
• Trasporto, anche transfrontaliero e smaltimento di rifiuti per conto di terzi;
• Estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiale inerte;
• Confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
• Noli a freddo di macchinari;
• Fornitura di ferro lavorato;
• Noli a caldo;
• Autotrasporti per conto terzi;
• Guardiania di cantieri.

Infatti, le stazioni appaltanti non dovranno più richiedere la certificazione antimafia per le imprese iscritte nella “white list”. Possono iscriversi nell’elenco imprese individuali e società che hanno una sede in Italia (sia legale, sia secondaria con rappresentanza stabile) e imprese straniere, cioè prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia. La domanda deve essere presentata, preferibilmente per via telematica alla Prefettura nella cui provincia ha sede legale l’impresa, da parte del titolare o legale rappresentante dell’impresa indicando il o i settori di attività per i quali viene richiesta l’iscrizione. Alla domanda andrà allegato il certificato della Camera di Commercio o dichiarazione sostitutiva del certificato e copia del documento d’identità. Il rappresentante legale dell’impresa iscritta dovrà indicare eventuali variazioni intervenute negli assetti proprietari o gestionali ovvero di direzione tecnica, entro 30 giorni dall’atto di modifica. La mancata comunicazione comporta la cancellazione dell’iscrizione. La Prefettura rilascerà il provvedimento d’iscrizione entro 90 giorni dall’istanza, che verrà pubblicato sul proprio sito istituzionale. L’iscrizione conserva efficacia per 12 mesi. Per le modalità operative di iscrizione, ermanenza nelle liste prefettizie e per le eventuali modifiche, si rimanda alla consultazione del sito internet della Prefettura territorialmente competente, in particolare nella Home Page dei siti nella sezione: White list - disposizioni - documenti scaricabili. Per ulteriori informazioni, contattare Confartigianato Marca Trevigiana, riferimento: Gianluca Bassiato, 0422/433300.

DOCUMENTAZIONE ANTIMAFIA PIÙ SEMPLICE CON LA BANCA DATI NAZIONALE UNICA

pubblicato 08 apr 2015, 06:50 da Maurizio Ballan   [ aggiornato in data 08 apr 2015, 06:51 ]

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm che stabilisce le modalità di accesso e consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia del Ministero dell’Interno. Il Dpcm n. 183/2014 individua le modalità di autenticazione, autorizzazione e di registrazione degli accessi e delle operazioni, effettuate nella Banca dati, nonché di consultazione e accesso da parte dei soggetti incaricati, ai fini del rilascio della documentazione antimafia. La Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia è stata concepita quale strumento di semplificazione delle attuali procedure di rilascio della documentazione attraverso un sistema integrato di dati che renda possibile il costante monitoraggio delle imprese. Enti pubblici e stazioni uniche appaltanti acquisiscono dall’impresa le dichiarazioni sostitutive di certificazione e le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà. Sulla base dei dati immessi dall’operatore che effettua la consultazione, il sistema informativo della Banca dati nazionale, se l’impresa è censita, verifica i dati esistenti negli archivi della stessa Banca dati e nelle altre banche dati collegate. Se non risultano a carico degli interessati le cause di divieto, sospensione e decadenza di cui all’articolo 67 del Codice antimafia, la Banca dati nazionale rilascia immediatamente, per via telematica, al soggetto richiedente la comunicazione antimafia liberatoria.

Pubblicato il nuovo bando Isi Inail 2014

pubblicato 23 gen 2015, 08:07 da Gianluca Bassiato

L'Inail mette a disposizione 267.427.404 euro per finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

I finanziamenti vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo, pari al 65% dell’investimento, per un massimo di 130.000 euro, viene erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto.

Nella sezione Incentivi per la sicurezza > Bando Isi 2014 sono disponibili gli avvisi pubblici regionali per la documentazione di dettaglio e i fac-simili della modulistica.

I soggetti interessati potranno inserire le domande di partecipazione dal 3 marzo 2015 e fino alle ore 18.00 del 7 maggio 2015, nella sezione Servizi online. Per accedere all'applicativo è necessario essere registrati al portale Inail. (fonte sito internet www.Inail.it).
Per maggiori informazioni clicca qui

Proroga del Bando Fipit

pubblicato 12 dic 2014, 09:41 da Maurizio Ballan   [ aggiornato in data 12 dic 2014, 09:41 ]

E’ stata ufficializzata la proroga del Bando FIPIT, il bando con il quale l’Inail finanzia le piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica mirati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La scadenza è ora fissata al prossimo 15 gennaio. L’ importante risultato è stato acquisito grazie al costante lavoro di Confartigianato con i competenti  uffici INAIL 

Decreto semplificazione modelli POS, PSC, Fascicolo dell'opera

pubblicato 19 set 2014, 08:55 da Gianluca Bassiato

Con il Decreto Interministeriale del 9 settembre 2014, pubblicato in GU del 12 settembre 2014 n. 212, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro della Salute ed il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti  hanno individuato i modelli semplificati per la redazione dei Piani di Sicurezza nei cantieri di cui all'articolo 104 - bis del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Si tratta dei moduli per redigere i seguenti documenti:
  • Piano Operativo di Sicurezza (POS)
  • Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC)
  • Fascicolo dell'Opera (FO)
  • Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS)

BLOCCATA IMMISSIONE ATTREZZATURE DA LAVORO FUORI NORMA

pubblicato 16 giu 2014, 04:14 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 16 giu 2014, 04:14 ]

La commissione europea ha vietato l'immissione sul mercato di alcune attrezzature di lavoro costruite senza il rispetto delle condizioni di sicurezza previste della direttiva macchine.
A fronte di queste decisioni il Ministero Dello Sviluppo Economico con specifica circolare ha vietato, in mancanza di adeguamento delle condizioni di sicurezza nel senso stabilito dalla commissione europea, l’utilizzo delle tipologie di macchine elencate nella circolare succitata.

1-10 of 12