SCOMPARSO DANIELE BERDUSCO, MAESTRO DI ALTA SARTORIA

pubblicato 9 lug 2019, 02:04 da Edi Barbazza
Si è spento il 4 luglio, dopo una breve e implacabile malattia, Daniele Berdusco, già Presidente delle sartorie su misura di Confartigianato Imprese Veneto per due mandati dal 2008 al 2016 e ancora in carica come Presidente dei Sarti in Confartigianato Marca Trevigiana. Nato ad Altivole ma recatosi presto a bottega in una sartoria di Milano, Berdusco aveva poco più di vent’anni quando aprì il suo atelier nel cuore di Asolo, lontano dai grandi centri d’interesse della moda. Consapevole della grande tradizione della sartoria veneta, ha perfezionato un proprio stile che lo ha portato rapidamente ad ottenere lusinghieri riconoscimenti e premi anche internazionali. È stato Presidente di Confartigianato Asolo dal 1990 al 2000, vivendo con dedizione e riconoscenza il ruolo dell’Associazione Artigiani; un rapporto vivo fin dagli albori spesso da lui ricordati come “periodi di difficoltà superati con il crescere dell’economia”. Sostenitore e promotore della fondazione della Cooperativa Artigiana di garanzia, uno strumento che potesse sostenere gli artigiani che “avevano una grande professionalità ma a cui mancava tutto il resto”. Per 20 anni è stato consigliere dell’organismo creditizio ritenuto un ancora di salvezza per il peso burocratico che opprimeva altrimenti molte piccole aziende. Ha sempre ritenuto fondamentale sostenere l’importanza del rapporto personale fra le persone, e sono state proprio quella confidenza e la grande umanità che gli hanno consentito di sviluppare la capacità di rilevare le esigenze degli imprenditori, perché “l’Associazione- come lui affermava - è stata una scuola di vita oltre che d’impresa”. Fautore della ristrutturazione e costruzione del centro La Fornace di Asolo, ha sostenuto e voluto questo centro dedicato all’innovazione, per attivare un progetto capace di dare slancio all’economia locale, generare occupazione e coniugare tradizione e modernità attraverso la valorizzazione del patrimonio architettonico del territorio. Nominato anche Cavaliere della Repubblica, è stato Presidente a tutti i livelli del sistema associativo (provinciale, regionale, nazionale) delle sartorie su misura di Confartigianato. Membro dal 1972 dell’Accademia Nazionale dei Sartori, era componente del Consiglio dell’Accademia Nazionale dei Sartori ( in rappresentanza della Regione Veneto); sempre presente e partecipe ai suoi incarichi è stato uno dei sostenitori ed organizzatori delle più importanti manifestazione dalla stessa promosse. “Sostengo da sempre –affermava - l’importanza di promuovere la nostra professione non solo tra i giovani italiani ma in tutto il mondo. E i nostri congressi Mondiali sono uno straordinario strumento per dare visibilità alla nostre abilità. Nominato membro della Camera Europea dell’Alta Sartoria, è l’unico sarto italiano che ha fatto parte dell’associazione The Customs Tailors and Designers Association of America.
Daniele Berdusco è stato un illustre esponente dalla moda internazionale, ed il suo costante punto di riferimento è stato l’abbinamento dell’eleganza italiana allo stile inglese; i suoi capi si sono distinti per una forte coerenza di linea e di classe, e hanno sempre fatto trasparire una grande, indomita passione nel ricercare la perfezione del lavoro fatto a mano. “Il sistema moda non è solo grandi firme – sosteneva - ma è anche una vasta rete di piccoli artigiani, che dal disegno al taglio realizzano capi unici. La sartoria artigianale nonostante, o forse grazie alla crisi, è un settore ancora vivace, ed il sarto è una professione "a tutto tondo". Ha vestito esponenti del mondo politico, tra i quali anche Giorgio Napolitano, uomini di spettacolo come Marcello Mastroianni, Orson Wells, manager e tutti gli uomini alla ricerca di un quid che solo lui era in grado di garantire. Un grande uomo che ha saputo dare tanto a livello umano e professionale con una propensione particolare ad una crescita attenta al bene comune. “Voglio ricordare l’amico Daniele -ha detto la Presidente regionale dei sarti Neris Zecchin- non tanto per la sua eleganza e l’impegno incondizionato nel ricercare la perfezione del lavoro fatto a mano -con lui sempre scontati- ma come tra i più grandi sostenitori del nostro mestiere. Ha lavorato una vita in Confartigianato e in Accademia Nazionale per promuovere la nostra professione non solo tra i giovani italiani ma di tutto il mondo. Con concretezza ed abnegazione ha animato, in veneto, i concorsi Manichino d’Oro e Forbice d’Oro dedicati alle nuove leve e, a livello internazionale, ha seguito i Congressi Mondiali dei Sartori e le relative “sfilate internazionali”, dove ogni Paese mette in risalto le proprie qualità artigianali e di fantasia. Un appuntamento periodico che coonsiderava uno straordinario strumento di proomozione”.
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