BLOCCO DEI TIR SULLA A13 - UN ECCESSO DI ZELO CHE STA BLOCCANDO CENTINAIA DI AUTOTRASPORTATORI

pubblicato 06 feb 2015, 05:51 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 06 feb 2015, 05:52 ]
Bloccati senza preavviso e senza potersi organizzare con i committenti e quindi con il rischio di perdere un sacco di soldi. E’ la situazione di centinaia di autotrasportatori alla guida di mezzi di massa complessiva superiore alle 7,5 tonnellate causata dalla chiusura della A13 nell’intero tratto tra Bologna e Padova. Una decisione presa dalla polizia stradale non perché vi siano dei problemi lungo l’arteria - anche perché le nevicate stanno interessando solo la zona di Bologna - ma per evitare il blocco totale dell’autostrada. 

“Un atteggiamento che non capiamo –dichiara Nazzareno Ortoncelli, Presidente degli autotrasportatori di Confartigianato Imprese Veneto-, eccessivamente precauzionale, che sta creando tantissimi disagi anche in un area, per nostra fortuna, che certamente non è interessata da fenomeni nevosi intensi. I provvedimenti di limitazione della circolazione –spiega Ortoncelli-, sono stati diffusi senza preavviso, impedendo di fatto alle imprese, ed alle loro organizzazioni, di organizzarsi, comunicare il blocco e far pianificare i viaggi. Ciò ha scatenato le polemiche di moltissimi colleghi che si sono ritrovati con mezzi e dipendenti distanti centinaia di chilometri dalla sede e destinati a restare bloccati non si sa nemmeno per quanto”. 

"Le previsioni meteo indicavano da giorni l'arrivo di questa ondata di maltempo- denuncia Ortoncelli-. Possibile che solo nel corso della perturbazione si sia compresa la gravità della situazione? Questo è un esempio di superficialità e disorganizzazione inammissibile, destinato a causare nuovi pesantissimi danni al mondo dell'autotrasporto che già è sul l’orlo del collasso”. 

“Non vogliamo nemmeno immaginare –conclude Ortoncelli- cosa potrebbe succedere se anche nelle nostre arterie iniziasse davvero a nevicare. Spero che ci sia un piano di emergenza e che venga rispettato, iniziando dall’informare tempestivamente le organizzazioni di chi sulle strade ci lavora”.

 

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