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REGIONE VENETO. MODIFICA DEL TERMINE DI ANZIANITA’ DEGLI AUTOBUS

pubblicato 19 gen 2021, 06:22 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data ]

L'articolo 19 del Collegato alla legge di bilancio regionale 2021 dispone che fino al 31 dicembre 2024 per gli autobus utilizzati per l’attività di noleggio con conducente che risultino iscritti, alla data di entrata in vigore del collegato alla legge di stabilità regionale 2021(29.12.2020) al registro previsto dalla Legge Regionale n.11/2009, il termine di quindici anni di anzianità viene modificato in diciannove anni.  

Le imprese per il periodo durante il quale usufruiscono di tale rimodulazione del termine devono versare il contributo annuo cui all'articolo 10, comma 1 della legge regionale 3 aprile 2009 n. 11 nella misura di euro 60,00. 

PER VISUALIZZARE LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO CLICCA QUI 

Per visualizzare il Collegato alla legge di Stabilità Regionale 2021 CLICCA QUI 

Art. 19 - Disposizioni straordinarie in materia di trasporto di viaggiatori mediante noleggio di autobus con conducente.
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 36, comma 4, della legge regionale 5 aprile 2013, n. 3 "Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2013", sino al 31 dicembre 2024 per gli autobus utilizzati per l'attività di noleggio iscritti, all'entrata in vigore della presente legge, al registro di cui all'articolo 8 della legge regionale 3 aprile 2009, n. 11 "Disposizioni in materia di attività di trasporto di viaggiatori effettuato mediante il noleggio di autobus con conducente e modifica dell'articolo 4 della legge regionale 30 ottobre 1998, n. 25 "Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale"", il termine di quindici anni di cui all'articolo 5, comma 3, della medesima legge regionale 3 aprile 2009, n. 11 è rideterminato in diciannove anni.
2. Le imprese autorizzate all'attività di noleggio per il periodo in cui usufruiscono della rideterminazione del termine previsto al comma 1 versano il contributo annuo di cui all'articolo 10, comma 1, della legge regionale 3 aprile 2009, n. 11 nella misura di euro 60,00.
3. Le maggiori entrate derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificate in euro 1.000,00 per ciascun esercizio 2021, 2022 e 2023 sono introitate al bilancio regionale e allocate al Titolo 3 "Entrate extratributarie", Tipologia 500 "Rimborsi e altre entrate correnti" del bilancio di previsione 2021-2023.

ULTERIORI INDICAZIONI SU ABROGAZIONE TASSA DI CONCESSIONE RADIO CB E PMR 446

pubblicato 19 gen 2021, 02:39 da Giancarlo Milanese

Auto, Camion, Radio Cb, Tachigrafo

In riferimento alla ns. comunicazione del 12.1.2021, si specifica che l’abrogazione della tassa di concessione riguarda le apparecchiature per l’uso personale dilettantistico della Banda Cittadina CB e per l’uso degli apparati PMR 446 il cui canone era di € 12,00.
 
Per le autorizzazioni generali, rilasciate con le dichiarazioni di cui all’art. 104 e 107 del codice comunicazioni elettroniche nulla è cambiato. E’ ancora dovuto, quindi, il pagamento di € 30,00 fino a 10 apparati o € 100,00 da 11 a 100 apparati. Gli estremi per effettuare il pagamento sono:
  • versamento sul conto corrente postale n. 16082307
  • bonifico bancario IBAN IT55K0760102000000016082307
intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato, Sezione di Venezia; da introitare sul Capo 18 capitolo 2569 art. 6 Bilancio dello Stato.
 
Riguardo la scadenza delle autorizzazioni al 31.12.2021, per il momento non ci son variazioni e dovrà essere quindi presentata la relativa dichiarazione di rinnovo entro il 31.10.2021. Il modulo sarà disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), settore comunicazioni, paragrafo radio, oppure richiedendolo via mail a partire dal mese di giugno

ABROGATA TASSA DI CONCESSIONE SU RADIO CB E PMR 446

pubblicato 12 gen 2021, 05:55 da Giancarlo Milanese

Nel 2021 gli autotrasportatori che utilizzano radio CB e PMR 446 non dovranno più versare alcuna tassa di concessione.

È quanto stabilito dal decreto Semplificazione e innovazione digitale (n.76 del 2020) che, abrogando il comma due dell’art.37 dell’allegato 25 del codice delle Comunicazioni Elettroniche, ha eliminato il pagamento di questa tassa che di solito si versa, ogni anno, entro il 31 gennaio.

Il nuovo decreto ha anche abrogato gli articoli 127 e 145 (commi 3 e 4) che imponevano l’obbligo da parte dei possessori di radio CB e PMR 446 di segnalarne il possesso all’Ispettorato per le Comunicazioni Regionale e l’obbligo di ottenere il documento di esercizio da parte dell’Ispettorato Territoriale per le stazioni radioelettriche, ossia i ponti radio.

CONTRIBUTO CENTRI STORICI DL 104/2020 ART. 59. SCADENZA 14 GENNAIO 2021

pubblicato 11 gen 2021, 07:48 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 11 gen 2021, 08:03 ]

Il DL 104 del 14/8/2020, introduce con l’articolo 59, un contributo a fondo perduto destinato ai soggetti che svolgono attività economiche commerciali nelle zone A dei capoluoghi di provincia considerati ad alta intensità turistica, subordinatamente alla condizione di aver realizzato nel mese di Giugno 2020, un fatturato inferiore ai due terzi di quello realizzato nel corrispondente mese di Giugno 2019.

Il contributo è  riconosciuto anche ai soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea (Taxi ed NCC) nell'ambito territoriale dell’intero territorio dei comuni di cui sopra.

In modo analogo a quanto fatto per altri provvedimenti che hanno riconosciuto analoghi contributi, la condizione di riduzione del fatturato non è richiesta ai soggetti che avessero iniziato l’attività a partire dal 1 luglio 2019. 
 

Operatività ed Interpretazione estensiva dell’Agenzia delle Entrate per Taxi ed NCC
 
Innanzitutto si rende necessario circoscrivere l’ambito dei comuni capoluogo di provincia o città metropolitana che sono considerati ad ala intensità turistica, che sono i seguenti:
Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino e Bari.
 
Con successiva risposta ad interpello n. 588 del 15/12/2020 (allegata) l’Agenzia delle Entrate   ha inteso precisare che per detti soggetti l’ambito territoriale di competenza deve essere individuato in relazione ai punti di prelievo o di arrivo dei passeggeri (che deve corrispondere ai comuni Capoluogo delle citate province), e comunque nei limiti del fatturato realizzato con le tratte medesime.
All’atto pratico, l’esercente del servizio di Taxi o NCC che possa dimostrare di aver realizzato un fatturato del mese di Giugno 2020, costituito da tratte con punto di partenza o di arrivo nei comuni sopra indicati, inferiore ai due terzi del corrispondente fatturato realizzato (sulle medesime tratte) a Giugno 2019, potrà fruire del contributo a fondo perduto.
 
L’avveramento della condizione di riduzione del fatturato assicura, sulla differenza rilevata, un contributo pari al :
- 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro;
- 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e non superiori a 1.000.000 euro; 
-  5% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1.000.000 euro;
Il contributo minimo è comunque di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le società, nonché per i soggetti che abbiano iniziato l’attività dal 1 luglio 2019.

La domanda per la fruizione del contributo deve essere presentata entro il prossimo 14 gennaio 2021.
 

Criticità
Tanto rilevato appare doveroso segnalare alcune criticità derivanti dalla estensiva interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, infatti anche se per la presentazione della domanda di accesso al contributo non sarà possibile fornire prova della consistenza del fatturato realizzato nei limiti dei territori di partenza e di arrivo come sopra individuati, non vi è dubbio che l’Agenzia delle Entrate provvederà con successiva attività a verificare la veridicità dei dati indicati nell’istanza.
Considerato che la stragrande maggioranza dei soggetti esercenti servizio Taxi, usufruendo dall’esonero dell’obbligo di emissione della certificazione del corrispettivo, non emette alcun documento, si ritiene che risulti difficile poter a posteriori dimostrare l’effettiva realizzazione del fatturato negli ambiti territoriali indicati.
Si aggiunge peraltro che limitatamente al servizio NCC, stante la vigente normativa, si dovrebbe ragionevolmente poter tener conto delle sole destinazioni delle tratte e non delle tratte in partenza dai territori interessati, laddove anche con recentissima sentenza di Cassazione è stata disposta la revoca della licenza in danno di un esercente che non risultava aver rispettato l’ambito di operatività del Comune licenziatario.
 
Conclusioni
Si invitano tutti i soggetti esercenti attività di noleggio con conducente o servizio taxi a verificare se sia loro possibile documentare lo svolgimento di attività che abbiano interessato i territori ad alta intensità turistica di cui all’elenco sopra riportato, assumendo peraltro la consapevolezza che dovendosi individuare una variazione di almeno un terzo, è essenziale che il computo sia svolto con correttezza e completezza, nonché secondo il medesimo criterio, in entrambi gli esercizi.
Si osserva peraltro che la circostanza di poter fruire comunque, laddove si avveri la condizione di riduzione del fatturato di almeno un terzo, del contributo minimo, potrebbe indurre ad indicare nell’istanza il fatturato di un numero incompleto di viaggi svolti nei territori interessati, ma è bene tenere a mente che il contribuente è tenuto a indicare tutti i dati e che pertanto la compilazione dell’istanza con dati incompleti (ad esempio trascurando il fatturato di alcuni viaggi) espone comunque potenzialmente a sanzioni amministrativi se non addirittura penali, in sede di successiva verifica.  

REGIONE VENETO. CONCESSIONE DI RISTORI PER LE IMPRESE DELLA FILIERA DEL TRASPORTO PERSONE.

pubblicato 11 gen 2021, 00:20 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 11 gen 2021, 02:06 ]

Le imprese della filiera del trasporto persone sono state incluse nell’elenco dei beneficiari del provvedimento della Regione Veneto, approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1799 del 22/12/2020 (pubblicata sul BUR n. 206 del 31/12/2020), finalizzato alla concessione di ristori economici a favore delle aziende soggette a restrizioni derivanti dall’emergenza da Covid-19. 

Il provvedimento arriva anche a seguito delle ripetute segnalazioni da parte della nostra Associazione. 

La dotazione complessiva di risorse è pari a 16.865.921,05 euro, dei quali 15.865.921,05 messi a disposizione dalla Regione Veneto e 1.000.000,00 da Unioncamere.

La quantificazione dei ristori, le modalità di presentazione delle richieste e di erogazione dei contributi, saranno definite con successivo provvedimento da parte di Unioncamere del Veneto.

Si allega la Delibera e il relativo allegato B

PUBBLICATO IL CALENDARIO DEI DIVIETI PER I MEZZI PESANTI PER L’ANNO 2021

pubblicato 7 gen 2021, 08:08 da Giancarlo Milanese

Con il Decreto n. 604 del 29/12/2020 il Ministero Infrastrutture e Trasporti ha pubblicato il calendario dei divieti per l’anno 2021 per i veicoli pesanti.

Scarica il calendario divieti 2021 (divieto sospeso il 10 gennaio 2021).

Scarica il Decreto per una lettura completa ed approfondita delle norme relative ai divieti ed inerenti deroghe e particolari casistiche.

Come consuetudine, i calendari plastificati saranno disponibili presso le ns. sedi territoriali da metà gennaio.

TAXI - NCC - AUTOBUS: AL VIA IL "BONUS PARATIE"

pubblicato 7 gen 2021, 02:52 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 7 gen 2021, 03:02 ]

Online la piattaforma “Bonus Paratie” rivolta agli operatori del trasporto pubblico non di linea (taxi, ncc ed autobus) per richiedere l’assegnazione del contributo all’acquisto e all’installazione di paratie divisorie tra il posto di guida e i sedili riservati alla clientela (rif. ns. informativa del 17.4.2020).

E’ previsto un rimborso fino al 50% del costo sostenuto e per un importo non superiore ai 150 euro per ciascun veicolo, in proprietà o in locazione finanziaria, su cui verrà installata la paratia.

Per ottenere il contributo sarà necessario compilare l’autodichiarazione presente sulla piattaforma, inserire il numero di targa del veicolo ed allegare copia della fattura relativa alla spesa sostenuta e della dichiarazione rilasciata dalla ditta installatrice.

Si potrà accedere alla piattaforma https://www.bonusparatie.it con le credenziali SPID e ricevere assistenza inviando una mail a bonusparatie@sogei.it.

Per visualizzare le faq clicca qui

DECRETO RISTORI. MISURE PER IL TRASPORTO PERSONE

pubblicato 7 gen 2021, 02:33 da Giancarlo Milanese



Segnaliamo di seguito le misure introdotte per il settore del TRASPORTO PERSONE (Taxi, NCC auto e autobus) dal "Decreto Ristori" pubblicato il 24 dicembre scorso in Gazzetta Ufficiale (Legge 8 dicembre 2020, n. 176 contenente “ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”). 


CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

L’art. 1 del Decreto Ristori introduce il principio generale sul quale si basa il risarcimento alle imprese il cui codice ATECO è ricompreso nell’allegato 1.
Per il settore del trasporto persone i codici ATECO individuati sono i seguenti:
49.39.09 - altre Attività di trasporto terrestre di passeggeri NCA (comprende il trasporto mediante autobus da noleggio) - percentuale di ristoro 100%
49.32.20 - trasporto con autovetture da rimessa con conducente - percentuale di ristoro 100%
49.32.10 - trasporto con taxi - percentuale di ristoro 100%
50.30.00 - trasporto di passeggeri per vie d'acqua interne (inclusi trasporti lagunari) - percentuale di ristoro 100%
52.21.90 - altre attività connesse ai trasporti terrestri NCA (comprende le centrali radiotaxi) - percentuale di ristoro 100% 

In che cosa consiste il contributo a fondo perduto: 
Il contributo a fondo perduto consiste nell’erogazione di una somma di denaro corrisposta dall’Agenzia delle Entrate ai titolari di partita Iva che, sulla base della codifica ATECO, esercitano l’attività prevalente in uno dei settori economici individuati dallo stesso decreto legge Ristori con una specifica tabella contenuta nell’allegato 1.
L’importo riconosciuto è commisurato al precedente contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020 (Decreto “Rilancio”), al quale – per numerose categorie economiche maggiormente colpite dal lock down - si applica un aumento percentuale che può arrivare fino al 400%. 

L’erogazione avviene:
- con modalità automatica, se il contribuente che possiede i requisiti aveva ottenuto l’accredito del contributo di cui all’art. 25 del decreto Rilancio, a seguito della presentazione di istanza nel periodo 15 giugno 2020 – 13 agosto 2020 (ovvero dal 25 giugno 2020 al 24 agosto 2020, per gli eredi che proseguono l’attività del de cuius) e non lo aveva riversato totalmente.
- a seguito della presentazione telematica di apposita istanza, per i soggetti che possiedono i requisiti e non avevano richiesto il precedente contributo previsto dal decreto Rilancio.
La somma di denaro viene poi erogata mediante bonifico sul conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente, il cui iban è già stato indicato sull’istanza precedentemente presentata o viene indicato dal richiedente sull’istanza per il nuovo contributo.

Come viene calcolato il contributo a fondo perduto: 
Per i soggetti che avevano presentato l’istanza al precedente contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio, l’ammontare del nuovo contributo è pari all’importo per il quale era stato disposto il mandato di pagamento, al netto dell’eventuale importo restituito con modello F24 o stornato dalla banca, e moltiplicato per una delle seguenti percentuali: 
50% - 100% - 150% - 200% - 400%. 
La percentuale fissata per ogni codice ATECO è contenuta nell’allegato 1 del decreto Ristori (così come modificato dal decreto Ristori bis). L’importo massimo del nuovo contributo è di 150.000 euro. 
Per i soggetti che non avevano presentato l’istanza al precedente contributo a fondo perduto, l’ammontare del nuovo contributo è determinato con due fasi di calcolo successive. 
Nella prima fase, alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019, occorre applicare una delle seguenti percentuali:
- 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro
- 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro
- 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro. 
Se inferiore, il risultato viene ricondotto ad un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
Per quanto riguarda i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 e aprile 2019 è un valore pari a zero o positivo, la base di calcolo è pari all’importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. 
Nella seconda fase, il risultato del calcolo della prima fase viene moltiplicato per una delle seguenti percentuali (previste per i singoli codici ATECO nell’allegato 1 del decreto Ristori): 
50% - 100% - 150% - 200% - 400%. 
L’importo massimo erogabile del nuovo contributo è di 150.000 euro. 
Il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione - sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap - e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.


INCREMENTO DEL FONDO PER LE IMPRESE ESERCENTI TRASPORTO TERRESTRE DI PASSEGGERI TRAMITE SISTEMI DI TRASPORTO URBANO O SUBURBANO MENDIANTE AUTOBUS SCOPERTI

L’art. 6-bis incrementa di 10 milioni di euro per l’anno 2020 il fondo (originariamente di 25 milioni di euro) di cui all'articolo 182, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 (Decreto Rilancio), istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Infatti dopo le parole: «accompagnatori turistici» sono inserite le seguenti: «e le imprese, non soggette a obblighi di servizio pubblico, autorizzate ai sensi del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e delle relative leggi regionali di attuazione, esercenti, mediante autobus scoperti, le attività riferite al codice ATECO 49.31.00,». Questo codice ATECO si riferisce alle attività trasporto terrestre di passeggeri tramite sistemi di trasporto urbano o suburbano.
Nel codice ATECO 49.31.00 sono inclusi diversi modi di trasporto terrestre, quali il trasporto mediante autobus, tranvie, filobus, metropolitane, ferrovie sopraelevate ecc. Il trasporto avviene lungo percorsi stabiliti ed in base ad orari generalmente prefissati, consentendo la salita e la discesa di passeggeri presso fermate generalmente fisse.


FONDO PER IL SOSTEGNO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, DEL TRASPORTO SCOLASTICO E DELL’INTEGRAZIONE AL TPL

L’art. 22 ter interviene in materia di trasporto pubblico locale, ampliando fino al 31 gennaio 2021, il periodo di riferimento in relazione al quale le imprese possono usufruire del Fondo, istituito dall’art. 200 del D.L. n. 34/2020 (Decreto Rilancio), con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro per l'anno 2020 e destinato alle aziende di trasporto pubblico locale per i minori ricavi tariffari realizzati nel periodo di emergenza Covid-19.
Si tratta di una modifica del periodo nel quale viene valutata la riduzione dei ricavi tariffari, che parte dal 23 febbraio 2020 e che viene ampliato fino al 31 gennaio 2021.
La dotazione del Fondo viene inoltre rifinanziata, per l'anno 2021, di 390 milioni di euro, dei quali si stabilisce che una quota fino a 190 milioni di euro possa essere utilizzata per il finanziamento di servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale, anche destinato a studenti.

Per tali servizi aggiuntivi le regioni e comuni, nel limite pari a 90 milioni di euro, possono ricorrere, anche mediante apposita convenzione, ad operatori economici esercenti servizi di trasporto di passeggeri su strada nonché ai titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi o di autorizzazione per l'esercizio del servizio di NCC

PUBBLICATO IL DECRETO CONTENENTE LE MISURE PER RISTORARE LE IMPRESE ESERCENTI SERVIZI DI TRASPORTO SCOLASTICO

pubblicato 7 gen 2021, 00:42 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 7 gen 2021, 03:28 ]

Nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.2 del 4 gennaio 2021 è pubblicato il Decreto Interministeriale 4 dicembre 2020 che prevede i criteri e le modalità per la ripartizione del contributo di 20 milioni di euro previsti dall’art. 229, comma 2-bis, del Decreto Rilancio.

Il contributo previsto dal Decreto - fortemente auspicato da Confartigianato Imprese – è entrato in vigore il 5 gennaio 2021 ed è destinato ai Comuni per ristorare le imprese esercenti i servizi di trasporto scolastico delle perdite di fatturato subite, nel periodo intercorso dalla sospensione dei servizi e fino al termine dell'anno scolastico 2019/2020, a causa dell'emergenza sanitaria.

Le risorse disponibili verranno assegnate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai Comuni che ne faranno richiesta. Saranno poi i Comuni ad erogare il contributo alle singole imprese in forza dei contratti con esse conclusi.

Il criterio di erogazione prevede che per ciascuna impresa esercente servizi di trasporto scolastico il contributo corrisponda alla differenza, ove positiva, tra l'importo del corrispettivo per i servizi di trasporto scolastico previsto da ciascun contratto per l'anno scolastico 2019/2020 e quanto effettivamente corrisposto dal Comune all'impresa a seguito delle minori prestazioni erogate a causa dell'emergenza epidemiologica. Tale contributo erogato dal Comune a ciascuna impresa non può tuttavia superare il limite di 200.000 euro.

Qualora le risorse disponibili siano inferiori alla somma dei contributi ammissibili richiesti da tutti i Comuni, le risorse trasferite a ciascun comune saranno ridotte proporzionalmente e di conseguenza saranno ridotti proporzionalmente anche i contributi erogati a ciascuna impresa.

I Comuni, verificata l'entità delle proprie obbligazioni pecuniarie previste dai contratti di erogazione dei servizi scolastici di trasporto conclusi con le imprese, determinano l’eventuale differenza di cui sopra ed inviano la richiesta, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del Decreto in G.U, utilizzando il modello contenuto nel Decreto stesso (allegato).
Si consiglia, pertanto, una Vs. verifica presso i rispettivi comuni dell'avvenuto avvio della procedura prevista.

Con successivo Decreto direttoriale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti saranno individuati i Comuni beneficiari e gli importi spettanti alle imprese. Gli aiuti di Stato concessi dal decreto, non possono essere cumulati, se non nei limiti dalla normativa comunitaria vigente.

Ricordiamo infine che il DL Ristori ha incrementato la dotazione del fondo per il trasporto pubblico locale con ulteriori 300 milioni di euro per il 2021, 100 dei quali possono essere utilizzati anche per servizi aggiuntivi destinati anche agli studenti.

DEPOSITI E DISTRIBUTORI MINORI DI CARBURANTE. OBBLIGATORIA ENTRO IL 31.12.2020 LA COMUNICAZIONE SEMPLIFICATA DI ATTIVITA’ E LA TENUTA DEL REGISTRO DAL 1.1.2021

pubblicato 10 dic 2020, 06:43 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 10 dic 2020, 06:47 ]

La Circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 47/2020, Prot. 439683/RU del 3 dicembre 2020, in riferimento al D. Lgs. N. 504/95, art. 25, commi 2 e 4 e alla Determinazione Prot. 240433/RU del 27.12.2019, ha stabilito che dal 1° gennaio 2021 decorrono gli obblighi di comunicazione di attività all’Ufficio territorialmente competente delle dogane e di tenuta del registro di carico e scarico, con modalità semplificate, per gli esercenti: 
 
- depositi per uso privato, agricolo e industriale di capacità superiore a 10 metri cubi e non superiore a 25 metri cubi (cosiddetti “depositi minori”); 
 
- apparecchi di distribuzione automatica di carburanti per usi privati, agricoli e industriali, collegati a serbatoi la cui capacità globale risulti superiore a 5 metri cubi e non superiore a 10 metri cubi (cosiddetti “distributori minori”). 
 
 
COMUNICAZIONE DI ATTIVITÀ 
 
Nella comunicazione di attività ex art. 25, comma 4, del TUA da trasmettere, preferibilmente via PEC, all’Ufficio dell’ADM territorialmente competente (vedi modello allegato) entro il 31.12.2020, l’esercente impianto minore titolare/rappresentante legale della ditta deve riportare:
 
I - i propri dati anagrafici, il domicilio e il codice fiscale;
 
II – gli estremi identificativi della ditta ovvero la denominazione o ragione sociale, la sede legale, la partita IVA o codice fiscale, l’indirizzo di PEC;
 
III – i dati tecnici del deposito o del distributore: ubicazione, caratteristiche (marca, modello, matricola), capacità di stoccaggio dei serbatoi e relativa tipologia (interrati, fuori terra, rimovibili), prodotti energetici stoccati, descrizione delle utenze servite (in caso di deposito minore) e dei sistemi di quantificazione, parziale e/o totale, dell’erogato (in caso di distributore minore).
 
IV – il numero di iscrizione nel registro della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura nonché, ove prescritti per l’esercizio dell’impianto in funzione della relativa tipologia, gli estremi identificativi dei documenti di natura non fiscale (ad es., certificato di prevenzione incendi per i contenitori-distributori);
 
V - le modalità di tenuta del registro di carico e scarico dei prodotti ovvero la descrizione del sistema di contabilità aziendale (elettronico o cartaceo) tramite il quale sono rilevati i quantitativi di ciascun tipo di prodotto ricevuti, stoccati presso l’impianto e consumati nell’ambito dello svolgimento della propria attività economica; le modalità di conservazione delle copie stampate dell’e-DAS (solo per benzina e gasolio usato come carburante) o dei DAS cartacei (altri prodotti energetici) e dei documenti commerciali utilizzati a scorta dei prodotti ricevuti. 
 
Verificata la regolarità formale della comunicazione, all’esercente viene attribuito un codice identificativo dell’impianto minore.
Resta salva la facoltà dell’Ufficio dell’ADM di eseguire un sopralluogo sul deposito o sul distributore per riscontrare la rispondenza di quanto comunicato allo stato reale dell’impianto. 
 
L’esercente che presenti tempestivamente la comunicazione di attività e non abbia ancora avuto attribuito il codice identificativo deve proseguire la gestione dell’impianto minore, garantendo l’osservanza delle modalità prestabilite di tenuta del registro di carico e scarico.
 
Con riferimento al rispetto delle norme amministrative e di prevenzione incendi, richiamate nel fac-simile predisposto dall’Agenzia, è opportuno ricordare che la competenza amministrativa è delle Regioni le quali, a loro volta, hanno delegato i Comuni al rilascio dell’autorizzazione o alla presentazione della SCIA. È pertanto necessario verificare cosa prevede il provvedimento regionale per l’attivazione di tali distributori/depositi. Laddove l’impresa abbia fatto richiesta per il rilascio di tali atti amministrativi e sia in attesa di risposta da parte dell’amministrazione competente, dovrà indicarlo all’atto della comunicazione all’Ufficio delle Dogane territoriale riservandosi di produrre aggiornamenti quando l’iter amministrativo sarà completato.
 
Le tabelle di taratura dei serbatoi possono essere costituite anche dal mero sviluppo centimetrico della geometria ideale degli stessi, redatto a cura e sotto la responsabilità dell’esercente, sulla base della forma e delle dimensioni nominali del serbatoio fornite dal venditore o dal costruttore. Essendo il prodotto detenuto ad imposta assolta e destinato ad esclusivo uso privato, non è richiesta la certificazione MID dei sistemi di quantificazione dell’erogato. 
 
   
TENUTA DEL REGISTRO DI CARICO E SCARICO (DETERMINAZIONE DIRETTORIALE PROT. N. 240433/RU DEL 27 DICEMBRE 2019) 
 
Va specificato che non vi sono modelli del registro di carico e scarico predefiniti da approntare né si dovrà fare ricorso, prima del suo uso, alla fase di vidimazione da parte dell’Ufficio dell’ADM.
Il registro di c/s è tenuto secondo le modalità descritte nella comunicazione di attività (specificando se nel sistema elettronico dell’esercente ovvero in forma cartacea) ed è custodito presso l’impianto; ha validità illimitata fino alla cessazione dell’attività.
Non è, pertanto, richiesto un nuovo rilascio o alcuna altra attività da parte dell’esercente o dell’Ufficio dell’ADM all’inizio di ogni esercizio annuale. 
 
REGOLE DI REDAZIONE E TENUTA DEL REGISTRO
  • ogni tipologia di carburante stoccato nell’impianto è oggetto di separata contabilizzazione in una distinta sezione del registro;
  • la prima registrazione con valenza fiscale di ciascuna sezione è quella riferita al 1° gennaio 2021. Con riguardo a tale data, la giacenza iniziale di ciascun prodotto energetico stoccato presso l’impianto minore è rilevata in autonomia dall’esercente;
  • dal lato del carico, per ogni sezione, l’esercente procede a singole registrazioni per ogni e-DAS (o DAS cartaceo ovvero, per forniture non superiori a 1.000 kg, altro documento utilizzato a scorta del prodotto) pervenuto entro le ore 9:00 del giorno lavorativo successivo a quello in cui il prodotto è stato preso in consegna presso l’impianto;
  • dal lato dello scarico, per ciascuna sezione le scritturazioni sono effettuate con cadenza settimanale ed in via cumulativa ovvero indicando i quantitativi dei distinti prodotti complessivamente scaricati nel periodo. Per i distributori minori muniti di totalizzatore dei quantitativi erogati, la scritturazione di scarico può essere effettuata anche mensilmente. In ogni caso, su base facoltativa, l’esercente può effettuare registrazioni di scarico con maggiore frequenza, fino ad una periodicità giornaliera, purché tale circostanza sia preventivamente comunicata all’Ufficio dell’ADM. Allo stesso modo, l’eventuale successiva variazione della periodicità di registrazione degli scarichi deve essere oggetto di comunicazione suppletiva all’Ufficio dell’ADM e di approvazione da parte del medesimo Ufficio.
Gli esercenti impianti minori sono tenuti a trasmettere tramite la propria PEC all’Ufficio dell’ADM, entro il mese di febbraio di ciascun anno, un prospetto riepilogativo dei dati relativi alle movimentazioni di ogni prodotto effettuate nell’intero anno solare precedente, quali desunti dal registro di carico e scarico.
 
Il registro di c/s, le copie stampate degli e-DAS o i DAS cartacei o altri documenti a scorta del prodotto pervenuto presso l’impianto, le relative fatture di acquisto ed i prospetti riepilogativi annuali con le unite PEC di trasmissione sono conservati dall’esercente presso l’impianto minore per i cinque anni successivi a quello a cui il registro si riferisce.
L’esercente ha l’onere di esibire il registro di carico e scarico, e la documentazione a corredo, in occasione di verifiche fiscali e su richiesta degli organi preposti al controllo.
 
Confartigianato Trasporti continua a sostenere la necessità di una sospensione dei nuovi obblighi per i possessori di cisternette ad uso privato (distributori minori).
Con questo obiettivo, negli scorsi giorni, Confartigianato Trasporti insieme ad Assopetroli e le altre associazioni di categoria ha inviato una richiesta alla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli, reiterata anche in sede di audizione confederale sul DDL Bilancio per il 2021, affinché si preveda definitivamente la deroga strutturale che esoneri dai nuovi gravosi adempimenti artigiani e piccoli imprenditori.
 
Per ogni ulteriore informazione, considerata condizione necessaria per la presentazione della comunicazione di attività, il possesso delle autorizzazioni di natura non fiscale relative agli impianti, è possibile contattare gli uffici ambiente/sicurezza delle Associazioni Mandamentali:
 
ASOLOMONTEBELLUNA - T 0423 5277
 
CASTELFRANCO VENETO - T 0423 7317
 
CONEGLIANO - T 0438 1710400
 
ODERZO – MOTTA - T 0422 2071
 
TREVISO - T 0422 2111
 
VITTORIO VENETO - T 0438 53030
 
e la sede provinciale - T 0422 433300.
 
 
 
Si allega la seguente documentazione di riferimento:
 
 

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