Blog Autotrasporti


NUOVE REGOLE PER IL CONTROLLO DEL FISSAGGIO DEL CARICO

pubblicato 21 mag 2018, 01:10 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 21 mag 2018, 01:12 ]

In riferimento alla ns. comunicazione del 3 maggio 2018, si ricorda che è entrato in vigore ieri, 20 maggio 2018, il Decreto ministeriale numero 215 del 19 maggio 2017 di recepimento della Direttiva 2014/47/UE , che stabilisce i requisiti minimi per i controlli tecnici su strada, compresi quelli sul fissaggio del carico.
 
Il Decreto sottopone gli autotrasportatori a maggiori controlli sui sistemi di fissaggio del carico, allo scopo di evitare che il carico subisca cambiamenti di posizione, anche minimi, in tutte le fasi di operatività del camion, sia in marcia, sia quando è fermo.
 
L’allegato III al decreto stabilisce i termini della resistenza alle sollecitazioni delle forze che derivano da accelerazioni o decelerazioni per impedire l'inclinazione o il suo ribaltamento, secondo il seguente schema:
  • Direzione di marcia: richiesta una resistenza di almeno 0,8 volte il peso del carico;
  • Direzione laterale: richiesta una resistenza di almeno 0,5 volte il peso del carico;
  • Direzione contraria: richiesta una resistenza di almeno 0,5 volte il peso del carico,
e i sistemi ammessi per fissare il carico che si possono usare anche in combinazione tra loro:
  • immobilizzazione;
  • bloccaggio locale o generale;
  • ancoraggio diretto;
  • ancoraggio per attrito.
L’allegato III riporta, inoltre, un elenco delle norme già applicabili per calcolare le condizioni minime di sicurezza per fissare in modo adeguato un carico, per esempio: il numero minimo di ancoraggi (ossia di cinghie) o le caratteristiche della parete anteriore del veicolo.
 
Per scaricare le linee guida europee sulle migliori pratiche per la fissazione del carico per il trasporto su strada, CLICCARE QUI.

ACCISE NOLEGGIO BUS, ITALIA INDAGATA. CONFARTIGIANATO AUTO BUS OPERATOR SEGUE L’ISTRUTTORIA

pubblicato 7 mag 2018, 03:36 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 7 mag 2018, 03:37 ]

Per la mancata riduzione dell’accisa sul gasolio alle imprese di noleggio Bus, la Commissione europea ha avviato la procedura Eu Pilot.
La procedura è un dialogo informale tra la Commissione e lo Stato membro (Italia) interessato su questioni relative alla potenziale non conformità con il diritto dell'UE, prima di avviare una procedura formale di infrazione.

“La procedura costringerà lo stato italiano a spiegare i motivi delle scelte fatte a danno degli operatori nazionali”, ha affermato il Presidente Mauro Beccherle.

“La nostra amministrazione finanziaria ha ignorato ripetutamente le decisioni espresse dalla Commissione Europea e ha rivendicato la propria discrezionalità nell’applicazione dell’accisa ridotta al settore del noleggio autobus, creando una vera e propria ingiustizia” – continua Beccherle.

Prosegue il Presidente di Confartigianato Auto-bus Operator – “spero non sia necessaria un’esplicita messa in mora dell’Italia ed auspico il Parlamento nella prossima legge di bilancio adegui la normativa interna sulla riduzione dell’accisa sul gasolio al quadro comunitario di riferimento”.

Per l’Associazione sono altresì ingiustificati ed illegittimi i rigetti delle istanze di rimborso presentate all’Amministrazione finanziaria per lo sconto accise sul gasolio a fronte della netta ed inequivocabile presa di posizione dell’Europa per cui chiediamo – onde evitare costosi contenziosi – di trovare al più presto la giusta soluzione.

SANZIONI PER RISPOSO SETTIMANALE IN CABINA ANCHE IN ITALIA

pubblicato 4 mag 2018, 06:22 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 4 mag 2018, 06:24 ]

La Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 20 dicembre 2017 ha sancito che il Regolamento Comunitario 561/2006, sui tempi di guida e di riposo, vieta all'autista di svolgere il riposo settimanale regolare all'interno del camion (mentre può farlo nel caso dei riposi quotidiani e di quello settimanale corto) ma, finora, l’Italia non ha potuto applicare tale divieto in assenza di una relativa sanzione, definita a livello nazionale.

In attesa del necessario provvedimento legislativo, il Ministero degli Interni ha quindi diffuso il 30 aprile u.s. una circolare (allegata) con cui fornisce agli organi di controllo l’ indicazione di applicare sanzioni per gli autisti che svolgono il riposo settimanale regolare all'interno del camion.

In pratica, viene raccomandato di considerare il riposo settimanale regolare svolto in camion come riposo non effettuato. In questa maniera viene quindi considerata un'infrazione all'articolo 174, comma 7 del Codice della Strada, nella ipotesi più grave indicata nel terzo paragrafo, ovvero il mancato rispetto del riposo per oltre il venti percento.

La violazione può essere accertata solamente nel momento in cui viene commessa e prevede un'ammenda da  425 a 1701 euro, più il ritiro dei documenti di guida con l'intimazione all'autista di non riprendere il viaggio fino al completamento del risposo in modalità corretta.

FATTURA ELETTRONICA PER CARBURANTI DAL 1/7/2018. CIRCOLARE AGENZIA ENTRATE

pubblicato 3 mag 2018, 07:09 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 3 mag 2018, 07:44 ]

Le novità in tema di fatturazione e pagamento delle cessioni di carburanti sono l'oggetto della circolare n° 8/E dell'Agenzia delle Entrate, pubblicata il 30 aprile 2018.

A partire dal 1° luglio 2018 imprese e professionisti che vorranno dedurre l'IVA dagli acquisti di carburante  e i relativi costi dovranno pagare con sistemi tracciabili. 
Inoltre, sempre dal 1° luglio 2018, per poter scaricare l'IVA e le spese per il carburante, entrerà in vigore l'obbligo di ricevere una fattura elettronica. 

Questa regola varrà per tutti, sia per quelle che già devono usare la fattura – come quelle di autotrasporto – e che finora possono riceverla in forma cartacea, sia per le aziende e i professionisti che finora usano la carta carburante.

La circolare indica che nella nuova fattura elettronica non sarà obbligatorio precisare i dati del veicolo (come la targa), anche se si consiglia di inserire almeno modello e targa per dimostrare meglio la tracciabilità della spesa. Sarà possibile, inoltre, ricevere la fattura anche dopo il rifornimento, purché entro il giorno 15 del mese successivo.

Saranno esonerati dalla fatturazione elettronica i soggetti passivi che rientrano nel regime di vantaggio e quelli che applicano il forfettario di cui all'art. 1 L. 23 dicembre 2014 n. 190.
 

FISSAGGIO DEL CARICO: DAL 20 MAGGIO 2018 PARTONO I CONTROLLI DEI VEICOLI SU STRADA

pubblicato 2 mag 2018, 23:57 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 3 mag 2018, 00:03 ]

Si informa che il Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti 19 maggio 2017 n. 215, che entrerà in vigore dal prossimo 20 maggio 2018, prevede che possano essere effettuati specifici controlli su strada al fine di garantire la sicurezza stradale.

Il decreto, pubblicato nella G.U. n. 139 17/06/2017, recepisce la Direttiva 2014/47/UE relativa ai controlli tecnici su strada dei veicoli commerciali circolanti nell’Unione Europea ed impone una serie di controlli su strada che riguardano non solo i dispositivi di sicurezza - freni, pneumatici, ecc. - ma anche il fissaggio del carico (già obbligatorio per il trasporto stradale in regime ADR secondo la norma tecnica UNI EN 12195-1).

L’allegato III del decreto stabilisce i principi in materia di fissaggio del carico per evitare che questo subisca anche minimi cambiamenti di posizione e possa provocare incidenti del veicolo. 
 
Il sistema di controllo introdotto dl decreto identifica tre tipologie di carenze: lieve, grave e pericolosa:  
  • Lieve: si verifica quando il carico è stato fissato correttamente ma potrebbero essere necessari ulteriori consigli di prudenza;
  • Grave: si verifica per non aver fissato correttamente il carico ed esiste un rischio di movimenti significativi o addirittura di ribaltamento del carico stesso o parti di esso;
  • Pericolosa: può diventare una minaccia per la sicurezza stradale per aver comportato il rischio di caduta del carico o di parti di esso o un pericolo derivante direttamente dal carico o da un pericolo immediato per le persone.  
In caso di carenza grave o pericolosa le autorità di controllo hanno la facoltà di decidere di fermare il veicolo fino a quando non viene rimossa l’anomalia.  

Le sanzioni applicabili vanno da € 85,00 a € 338,00 (art. 79 del CDS).
 
SCARICA IL D.M. 215 E GLI ALLEGATI


ESTINTORI A BASE D'ACQUA PER GLI AUTOBUS IMMATRICOLATI DAL 2.7.2018

pubblicato 2 mag 2018, 00:40 da Giancarlo Milanese

In riferimento alle precedenti comunicazioni, si informa che, a decorrere dal 2.7.2018 (e non dal 16.4.2018) gli autobus nuovi, immatricolati per la prima volta, dovranno essere dotati di estintori preferibilmente a base d'acqua (compresi quelli a schiuma), ovvero, in alternativa, a neve carbonica.  

A seguito delle recenti modifiche intervenute, riportiamo di seguito una scheda informativa aggiornata sugli obblighi previsti per la gestione degli estintori a bordo degli autobus M3 e M2: 

Gli estintori sono dispositivi da utilizzare per spegnere eventuali incendi che possono svilupparsi sul veicolo e che possono interessare, in particolare: merce, vano motore, abitacolo, cabina di guida. 
• gli autobus fino a 30 posti, devono essere muniti di un estintore da 5 litri a schiuma o da 2 kg a neve carbonica;
• gli autobus oltre i 30 posti, devono essere muniti di un estintore da 5 litri a schiuma o 2 estintori da 2 kg a neve carbonica. 

E' prevista la graduale sostituzione degli estintori a polvere con quelli a base d'acqua (compresi quelli a schiuma) o a neve carbonica:
• dal 2.7.2018 sui veicoli nuovi, immatricolati per la prima volta;
• in occasione della prima scadenza della revisione del dispositivo che imponga la sostituzione dell'agente estinguente dell'estintore presente a bordo e, comunque, entro 3 anni dal 23.3.2018 per i veicoli immatricolati in precedenza. 

Per veicoli ancora dotati di estintori a polvere, il personale di bordo dei deve essere reso edotto che tali dispositivi devono essere utilizzati solo dopo aver fatto scendere tutti i passeggeri. 

In tali casi gli estintori devono essere:
• presenti nel numero minimo e nella tipologia stabiliti (possono essere sostituiti da tipi equivalenti);
• alloggiati nelle apposite sedi (uno, di norma, nei pressi del sedile del conducente) e ben fissati (un estintore libero può essere molto pericoloso durante una brusca frenata);
• carichi;
• non scaduti di validità (la data di scadenza è riportata su apposita targhetta); gli estintori devono essere controllati da ditta specializzata ogni sei mesi; 
•di tipo approvato (omologato). 

Gli autobus devono essere dotati di idonea sede per l'alloggiamento di uno o più estintori, di cui una accanto al sedile del conducente. Tale sede deve essere protetta da furto o vandalismo e l'ubicazione deve essere chiaramente indicata.

PAGAMENTO CARBURANTI. CHIARIMENTI DELL’AGENZIA ENTRATE

pubblicato 24 apr 2018, 02:41 da Giancarlo Milanese

È stato pubblicato, sul sito dell’Agenzia delle entrate, il provvedimento che determina, oltre alle carte di credito/debito e prepagate, gli ulteriori mezzi di pagamento per l’acquisto di carburanti e lubrificanti idonei a consentire la detraibilità Iva e la deducibilità della spesa da parte dell’operatore Iva a partire dal prossimo 1° luglio.

Dopo un ampio confronto con le associazioni di categoria, il provvedimento attua le disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 che prevedono una serie di limitazioni alla detraibilità dell’Iva e alla deducibilità delle spese relative all’acquisto di carburanti destinati ad aeromobili, natanti da diporto e veicoli stradali a motore.

Valide tutte le forme di pagamento ad esclusione del contante, sia per la detraibilità che per la deducibilità - Il provvedimento stabilisce che, ai fini sia della detraibilità Iva che della deducibilità della spesa, l’acquisto di carburanti e lubrificanti può essere effettuato con tutti i mezzi di pagamento oggi esistenti diversi dal denaro contante: bonifico bancario o postale, assegni, addebito diretto in conto corrente, oltre naturalmente alle carte di credito, al bancomat e alle carte prepagate.

Ok per le carte carburanti e i buoni benzina - Per preservare l’operatività attuale, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate specifica, inoltre, che per l’acquisto dei carburanti è possibile continuare a utilizzare le cosiddette “carte carburanti”, cioè quelle carte che vengono rilasciate agli operatori Iva dalla compagnia petrolifera a seguito di specifici contratti di “netting” che consentono il pagamento in un momento diverso rispetto alla cessione. Sono anche valide le carte (ricaricabili o meno) e i buoni, che permettono alle imprese e ai professionisti di acquistare esclusivamente i carburanti e lubrificanti (con medesima aliquota Iva). L’uso di questi strumenti è possibile solo se i pagamenti vengono effettuati in una delle modalità previste dal provvedimento stesso.

Partenza il 1° luglio prossimo - Come stabilito dalla Legge di Bilancio 2018, l’obbligo di pagamento degli acquisti di carburanti e lubrificanti con le modalità diverse dal contante entra in vigore per le operazioni effettuate dal 1° luglio 2018 e riguarda solo gli operatori Iva, al fine di poter detrarre l’imposta e dedurre le spese derivanti dall’acquisto.

AGENZIA DOGANE: CIRCOLARE SU DISTRIBUTORI PRIVATI E RECUPERO ACCISE

pubblicato 20 apr 2018, 01:16 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 20 apr 2018, 01:33 ]

Si informa che l'Agenzia delle Dogane ha emanato nota Prot. 35900/RU del 28/3/2018 con cui viene sancito il principio che l’assenza del titolo autorizzativo per i distributori privati, di competenza di una Autorità Amministrativanon produce in sé la decadenza del beneficio fiscale del recupero accise, qualora tale mancanza non influenzi la realizzazione delle condizioni di consumo prescritte per poter fruire dell’aliquota ridotta di accisa.  

La circolare, contenente gli indirizzi applicativi relativi all'oggetto è stata inviata alle Direzioni Regionali, Interregionali e Interprovinciali delle Dogane e per conoscenza alla Direzione Centrale Antifrode e Controlli. In essa, si specifica che le condizioni per il riconoscimento del credito di accisa sono le seguenti:

1 - compilazione del quadro B riportante l'indicazione dell'impianto di distribuzione per uso privato

2 - certa e documentata ricostruzione dei consumi da ammettere ad agevolazione

3 - adempimento integrale degli obblighi tributari a tutela del corretto impiego del gasolio agevolato.

L' Agenzia delle Dogane - impegnata nel controllo - procederà ad un'immediata segnalazione all'autorità competente nel caso sia stato riscontrato il mancato adeguamento dell'impianto alle disposizioni dettate in materia.

Si invitano pertanto le imprese - se del caso - ad adeguare i propri impianti di distribuzione di carburante per uso privato secondo le norme tecniche, urbanistiche, di sicurezza ed amministrative previste.

Circolare dell'Agenzia delle Dogane Prot. 35900/RU

IMMEDIATA PUBBLICAZIONE DEI VALORI DEI COSTI DI ESERCIZIO

pubblicato 13 apr 2018, 00:09 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 13 apr 2018, 03:36 ]

Il coordinamento unitario delle associazioni italiane dell’autotrasporto (Confartigianato Trasporti, Fai, CnaFita, Assotir, Fiap, SnaCasartigiani, Unitai) chiede a gran voce che il Ministero dei Trasporti torni immediatamente a pubblicare i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio, nella prima dettagliata versione in vigore nel 2015, per garantire necessari livelli di sicurezza della circolazione stradale, regolarità e trasparenza nei servizi di trasporto.

La ripubblicazione è solo un primo passo indispensabile per il settore.

Una volta ricostituite le Istituzioni di Governo, tuttavia, prendendo atto della sentenza della Corte Costituzionale che sancisce la piena legittimità dei livelli minimi obbligatori dei costi di esercizio, accantonati troppo frettolosamente, si dovrà necessariamente agire per una rivisitazione della norma in materia che consenta di definire un sistema di fissazione di tali costi coerente da un lato con la tutela del mercato e dall’altro con la tutela della sicurezza stradale e sociale.


BLOCCO CAMION BRENNERO. LA DENUNCIA DEL PRESIDENTE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO

pubblicato 13 apr 2018, 00:06 da Giancarlo Milanese

"25 giorni di “numero chiuso”, da qui a luglio, per i camion in transito al Brennero. Un provvedimento unilaterale del governo del Tirolo austriaco che pesa come un macigno per le nostre imprese ma che è avvenuto nella totale indifferenza del nostro Paese. Un blocco alla libera circolazione che va contro i principi fondanti della Costituzione Europea da parte di uno Stato membro”. È la denuncia di Nazzareno Ortoncelli leader degli autotrasportatori di Confartigianato Imprese Veneto.

“La norma già in vigore dal 22 marzo scorso -spiega il Presidente- prevede un numero massimo di 300 automezzi all’ora (uno ogni dodici secondi) sull’autostrada dell’Inntal. Il filtro è posto a Kufstein Nord e riguarda i camion provenienti dalla Germania e diretti verso sud. Il calendario dei divieti mostra per ora 25 date, da marzo a luglio (22 marzo, 3, 5, 26 e 30 aprile, 2, 7, 8, 11, 22, 23, 24, 28, 29, 30 maggio, 1 e 2 luglio) e sono quelle dove si è registrato il maggior traffico sull’asse del Brennero analizzando i flussi da settembre 2016 a febbraio 2018”.

“La scusa è sempre la stessa -prosegue Ortoncelli-, ridurre l’inquinamento e preservare la salute degli abitanti. Fine nobile che riguarda però tutte le principali direttrici delle merci. Ad esempio nel “nostro” tratto autostradale Brescia - Padova transitano, ogni giorno in media, quasi 70 mila mezzi pesanti, oppure gli oltre 40 mila nella tangenziale di Mestre. Cifre impressionati rispetto ai 200 mila transitati nei primi 2 mesi del 2018 sulla parte austriaca dell’asse del Brennero, eppure nessuno pensa, neppure per un istante, di contingentare il traffico nel nord Italia.

Eppure il governo Austriaco, in modo unilaterale, mette a rischio il traffico Italia-Germania, una direttrice fondamentale per raggiungere i mercati di Germania, Austria e Paesi Scandinavi, naturale sbocco di moltissime delle merci prodotte nella nostra regione”

“Rendere sostenibile l’economia dei trasporti è certamente necessario ma ciò va fatto – secondo il presidente - rispettando doverosamente i tempi della pianificazione degli interventi infrastrutturali. Sicuramente nel prossimo decennio sarà ancora una volta la gomma (anche se bistrattata) a dovere sopperire al trasferimento delle merci crescendo e dotandosi di veicoli a basso impatto ambientale come quelli delle classi euro 6 oppure quelli con carburanti alternativi ibridi, a gas CNG ed elettrico. Nel frattempo -conclude Ortoncelli- però è necessario un intervento dell’Unione Europea che può prevede una procedura per impedisca che uno Stato membro attui iniziative unilaterali che possono limitare la libera circolazione delle merci. In tali situazioni, la Commissione Europea può chiedere di rimuovere l'ostacolo".

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