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MULTE STRADALI: NOTIFICA VIA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA

pubblicato da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data ]

Dal 17 gennaio 2018 tutti i soggetti, persone fisiche o persone giuridiche, in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata PEC presente nei pubblici elenchi riceveranno le multe in formato digitale. 

Lo prevede un decreto del Ministero dell’Interno del 18 dicembre scorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16/01/2018, che disciplina le "procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada tramite posta elettronica certificata".

Il provvedimento prevede che gli organi di polizia (Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza, polizie locali, provinciali e municipali) utilizzino esclusivamente l’ indirizzo PEC del trasgressore, se è stato identificato, oppure, in caso di contestazione successiva, l’indirizzo PEC dell’obbligato in solido, cioè del proprietario del veicolo.

Gli agenti per ottenere la PEC possono consultare l’Ini-PEC, l’Indice nazionale degli indirizzi PEC (inipec.gov.it), gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico e aggiornato quotidianamente con i dati provenienti da Registro imprese e ordini e collegi professionali (la PEC, dal 2009, è obbligatoria per aziende e professionisti).

Gli agenti inoltre chiederanno al trasgressore comunque l’indirizzo di posta elettronica certificata direttamente in sede di contestazione immediata della violazione, oppure potranno ricercarla in qualsiasi pubblico elenco (ad esempio presso i Comuni) per notificazioni e comunicazioni elettroniche.
Non cambiano i termini di notifica previsti dal Codice della strada, infatti, la notifica si compie nel momento in cui il sistema genera la ricevuta di accettazione della PEC. Mentre per il destinatario i termini decorrono dal momento in cui il sistema genera la ricevuta di avvenuta consegna della PEC. 

Per l’Organo Accertatore da quel momento decorreranno, a prescindere dal fatto che il destinatario legga la mail (anche oggi la notifica si compie automaticamente decorsi dieci giorni di giacenza dell’atto presso l’ufficio postale), i termini per il pagamento della sanzione scontata (5 giorni), quelli per il pagamento della sanzione in misura ridotta (60 giorni) oppure i termini per fare ricorso, 30 giorni per opporsi al giudice di pace, 60 per presentare opposizione al prefetto.

La notifica elettronica comporterà l’azzeramento delle spese di notifica così come previsto da una legge del 2013. Le amministrazioni potranno porre a carico di chi è tenuto al pagamento della multa solo le spese di accertamento, cioè il costo che il comando sostiene per ricavare, dai pubblici registri (ANV-Archivio nazionale veicoli oppure PRA-Pubblico registro automobilistico) o altri il nome dell’obbligato in solido.

È evidente che per le persone fisiche non dotate di un indirizzo di posta elettronica certificata non cambierà nulla, riceveranno il verbale nelle modalità attuali, tramite Poste Italiane oppure con un corriere privato con l’aggravio delle sempre esagerate spese di notifica.
Si ricorda che tutti i cittadini italiani o residenti saranno obbligati ad avere un domicilio digitale come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale.

DOTAZIONE ESTINTORI SU PULLMAN TURISTICI E SCUOLABUS – CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’ INTERNO

pubblicato 15 gen 2018, 03:20 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 15 gen 2018, 03:21 ]

Con circolare U.0015327 del 14.11.2017 Il Ministero dell’Interno, rispondendo ad un quesito circa l’utilizzo di estintori durante la circolazione di pullman turistici e scuolabus, ha stabilito che devono ritenersi non idonei quelli che utilizzino, come agente estinguente, la polvere.

Ne deriva che, in riferimento a quanto specificato nella circolare e a quanto previsto nell’allegato tecnico del D.M. 18 aprile 1977 del Ministero dei trasporti, a seconda dei posti di cui dispone l’autobus sarà necessario disporre dei seguenti estintori:

Autobus fino a fino a 30 posti:
almeno 1 estintore con carica nominale non inferiore a 6 litri a base d’acqua compresi gli estintori a schiuma, omologato o 1 estintore con carica nominale non inferiore a 2 kg. ad anidride carbonica (co/2) omologato. 

Autobus oltre 30 posti :              
almeno 1 estintore con carica nominale non inferiore a 6 litri a base d’acqua compresi gli estintori a schiuma, omologato o 2 estintori con carica nominale non inferiore a 2 kg. ad anidride carbonica (co/2) omologato. 

Con riserva di fornire ogni ulteriore informazione in merito.

AUMENTO DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI: IN ANNI DI INFLAZIONE “ZERO” ANCHE UN 2% IN PIÙ È UN FURTO VERO E PROPRIO.

pubblicato 10 gen 2018, 06:14 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato il 15 gen 2018, 02:12 da Edi Barbazza ]

Intervento di Danilo Vendrame, presidente autotrasportatori Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. 

"Il mondo dell'autotrasporto sembra avere una sola certezza: il primo gennaio, inesorabilmente, arrivano gli aumenti dei pedaggi.
Inflazione? Miglioramenti della qualità del servizio? Nulla di tutto questo da coprire. Solo una rendita di posizione da garantire”. E’ questo il commento di Danilo Vendrame, presidente autotrasportatori Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, sui rincari scattati il primo di gennaio sulle tratte autostradali.

“Gli autotrasportatori si sentono degli autentici figli di un dio minore -prosegue- che devono solo pagare e tacere. In anni di inflazione “zero”, anche un 2% in più è un furto vero e proprio. Soprattutto nel nostro caso, le aziende di autotrasporto di merci per conto terzi, per le quali i pedaggi autostradali rappresentano la terza voce di costo dopo personale e carburante. Un vettore che esegue trasporti di linea nazionali effettua oltre l’80 percento della sua percorrenza annua su autostrade a pedaggio ”.

“Sarebbe ora -afferma il Presidente-, che i criteri con cui il Governo concede l'adeguamento annuale delle tariffe, in vigore dal 2007, venisse cambiato. Bisogna tenere conto in maniera più appropriata della qualità del servizio reso dai concessionari. Continuiamo a registrare, infatti, l'inadeguatezza della rete autostradale italiana. La dimostrano la velocità media, tra le più basse d'Europa, i disagi che si ripercuotono sugli utenti a ogni precipitazione nevosa, la mancanza di aree di sosta e di servizi di assistenza appropriati, la cattiva manutenzione delle strutture e del manto autostradale".

In Veneto gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale coinvolgono tutte e tre le concessionarie autostradali: CAV S.p.A. + 0,32%, Autovie Venete S.p.A. +1,88% e Brescia-Padova S.p.A. +2,08%.

“Un 2% in più -spiega Vendrame- va a peggiorare ulteriormente il costo medio annuo (per un autoarticolato con 5 assi e che percorra almeno 100mila km all’anno) che, con 1,451 euro al chilometro, è già oggi il 30% più caro della media europea (dati Osservatorio Due Torri). Una differenza dovuta soprattutto ai costi vivi: assicurazioni (+72%) e pedaggi (+121%) sono le gabelle che incidono di più sulla nostra competitività.

Per rendere l’idea della pesante incidenza dei pedaggi, e senza entrare nel merito dei noti problemi correlati alla viabilità e ai divieti di transito per i mezzi pesanti, basti pensare che un autotreno che debba percorre il tratto Treviso Sud -Mogliano Veneto, circa 8 chilometri, deve sborsare 6.30 €, circa 0.80 centesimi a chilometro.”

“Per le imprese che, dopo anni e anni di crisi, viaggiano sulla lama del rasoio della sopravvivenza, in Veneto abbiamo perduto dall’inizio della crisi oltre 2mila imprese artigiane, questo nuovo colpo, sommato al recente rincaro nei costi di energia e carburante, è tale da provocare una nuova epidemia di crack finanziari. - conclude Vendrame - Una situazione che stride con il modello di rapporto Stato-concessionari privo di trasparenza dove: gli aumenti sono basati su parametri i cui valori sono discrezionali; le premialità riconosciute sugli investimenti sull’infrastruttura appaiono grottesche in quanto dovrebbe essere già prevista la remunerazione sul capitale investito; le 27 concessionarie scaricano sul mercato il rischio di impresa spalmandolo fra lavori in house, rinnovi di concessioni senza gara, costanti contributi pubblici, defiscalizzazioni e garanzie”. 
 
Imprese artigiane di Autotrasporto in Veneto – 6.684 di cui 1.137 in Treviso (giugno 2017, fonte Infocamere)

E' possibile vedere il servizio del Tg regionale andato in onda sabato 13 gennaio cliccando qui


NUOVE REGOLE PER CONTENITORI E DISTRIBUTORI DI CARBURANTI AD USO PRIVATO

pubblicato 8 gen 2018, 02:59 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 8 gen 2018, 03:01 ]

Con il Decreto del Ministero dell’Interno del 22 novembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.285 del 6 dicembre scorso, è stata definita la regola tecnica ai fini della prevenzione incendi dei contenitori/distributori mobili, di capacità fino a 9 metri cubi (le c.d. “cisternette”), utilizzati dalle imprese di autotrasporto per stoccare il gasolio (liquido combustibile di categoria C) ai fini del rifornimento per il proprio parco veicolare.   

Il Decreto è entrato in vigore il 5 Gennaio 2018.

Le nuove norme riguardano sia gli impianti di nuova costruzione, sia quelli che già esistono alla data di entrata in vigore del Decreto. In quest'ultimo caso, sono previste le seguenti 3 condizioni di esonero dall'applicazione del nuovo Decreto:
  1. hanno il certificato di prevenzione incendi in corso di validità o è stata presentata la segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, numero 151;
  2. hanno atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio, rilasciati dalle competenti Autorità, così come previsto dall'articolo 38 del Decreto Legge 21 giugno 2013, numero 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, numero 98;
  3. sono stati pianificati, o sono in corso, lavori di installazione di contenitori-distributori sulla base di un progetto approvato dal competente Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ai sensi degli articoli 3 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, numero 151.
Il Decreto non tratta di istanze e autorizzazioni di titoli edilizi abilitativi relativi al permesso di installare contenitori/serbatoi privati di gasolio perché questi sono di competenza delle Amministrazioni comunali se a loro volta delegate dalle rispettive Regioni.
 
Per questi tipi di atti “urbanistici” gli interessati possono rivolgersi direttamente agli uffici territoriali “Ambiente e sicurezza” di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana o ai Comuni dove ha sede operativa l’impresa..


CALENDARIO DEI DIVIETI DI CIRCOLAZIONE 2018

pubblicato 8 gen 2018, 01:01 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 8 gen 2018, 01:06 ]

Il 22 dicembre 2017, il ministero dei Trasporti ha pubblicato il calendario dei divieti di circolazione 2018 per veicoli industriali con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate e le relative deroghe nel 2018, stabiliti dal Decreto del ministero dei Trasporti numero 571 del 19 dicembre 2017.

Questi i giorni dei divieti:

a) tutte le domeniche dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre, dalle ore 09,00 alle ore 22,00;
b) tutte le domeniche dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, dalle ore 07,00 alle ore 22,00;
c) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del l° gennaio;
d) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 6 gennaio;
e) dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del 30 marzo;
f) dalle ore 09,00 alle ore 16,00 del 31 marzo;
g) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 2 aprile;
h) dalle ore 09,00 alle ore 14,00 del 3 aprile;
i) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 25 aprile;
j) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del l° maggio;
k) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 2 giugno;
l) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 30 giugno;
m) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 7 luglio;
n) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 14 luglio;
o) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 21 luglio;
p) dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 27 luglio;
q) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 28 luglio;
r) dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del 3 agosto;
s) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 4 agosto;
t) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 11 agosto;
u) dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 15 agosto;
v) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 18 agosto;
w) dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 25 agosto;
x) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del l° novembre;
y) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 dell'8 dicembre;
z) dalle ore 09,00 alle ore 14,00 del 22 dicembre;
aa) dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 25 dicembre;
bb )dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 26 dicembre.

Si segnala che il Decreto stabilisce all’art. 3, punto i, la deroga ai divieti anche per il trasporto intermodale strada-aereo. Sono infatti esenti dal divieto “"i veicoli adibiti esclusivamente al servizio di ristoro a bordo degli aeromobili o che trasportano motori e parti di ricambio di aeromobili, o al trasporto di merci da e per gli aeroporti nazionali ed internazionali purché muniti di idonea documentazione attestante il carico o scarico delle medesime merci".

I calendari dei divieti 2018 saranno a disposizione presso gli uffici mandamentali nei prossimi giorni.

COMUNICATO ALLE CATEGORIE TAXI-NCC

pubblicato 13 dic 2017, 06:59 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 13 dic 2017, 07:46 ]

Dopo l'incontro con il Vice Ministro Nencini le scriventi associazioni di categoria hanno valutato le proposte da lui illustrate (vedi report allegato), il quale si è impegnato ad aprire entro la prossima settimana un tavolo con il Ministero dello Sviluppo Economico per definire la regolamentazione delle piattaforme tecnologiche oltre a verificarne le modalità operative rispetto alle denunce che le nostre associazioni hanno rappresentato nel corso degli incontri. In particolare la distorsione della concorrenza in un settore con tariffe amministrate.

Il Vice Ministro ha accolto la volontà delle associazioni di categoria a ricercare soluzioni per eliminare tali distorsioni come quelle compiute attraverso sconti su pubbliche tariffe.

Per i motivi sopra espressi, le scriventi associazioni invitano i taxisti italiani a rimandare lo sciopero già indetto per la giornata del prossimo 14 dicembre.

Rimane confermato lo stato di agitazione vigile ed attento e lo sciopero è solo rimandato, affinché gli impegni presi dal Governo si concretizzino nel corso dell’incontro della prossima settimana.

Teniamo a precisare che nonostante i progressi registrati, la procedura di riordino della legge non è affatto terminata e che ancora sussistono alcuni temi che devono essere analizzati anche sotto il profilo giuridico, come il principio di esclusività, per noi di grande valore anche sotto il profilo etico.

Per quanto concerne la territorialità è stato chiarito che saranno le regioni a stabilire gli ambiti ottimali di bacino.

La rimessa rimane nell’ambito del territorio di rilascio dell'autorizzazione.


UNICA CGIL – CNA FITA TAXI – CONFARTIGIANATO TRASPORTO PERSONE - URI – URITAXI – SNA CASARTIGIANI

CONFARTIGIANATO TRASPORTI: RICONOSCERE L'AUTOTRASPORTO MERCI TRA I LAVORI USURANTI

pubblicato 12 dic 2017, 07:54 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 12 dic 2017, 07:57 ]

Confartigianato Trasporti /UNATRAS, ANITA, FILT/CGIL, FIT/CISL e UILTRSPORTI hanno inviato una lettera congiunta al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti sui lavori usuranti. 

Nella lettera, in maniera unitaria, si chiede esplicitamente il riconoscimento dell'attività di autotrasporto merci tra i lavori usuranti, come già avviene per alcune tipologie del trasporto persone.

Da tempo si richiede infatti l'inclusione tra i lavori usuranti delle attività degli autisti che conducono veicoli adibiti al trasporto di merci, siano essi lavoratori dipendenti sia artigiani autonomi.

Si rammenta a tal proposito che un primo passo è stato fatto con l'introduzione dell'APE SOCIAL, da cui però sono rimasti esclusi in modo discriminatorio gli artigiani autonomi, anch'essi conducenti.

Oggi, pertanto, si ritiene necessario includere tra i lavoratori usuranti i conducenti di veicoli adibiti al trasporto merci (mezzi pesanti e camion) compresi gli artigiani autonomi, per non generare disuguaglianze sociali e a tutela della sicurezza stradale. 
 
Lettera al Ministro Poletti 

RINNOVO CCNL LOGISTICA, TRASPORTO MERCI E SPEDIZIONE - PROVA DI UNITÀ DELL’INTERO MONDO DEL TRASPORTO

pubblicato 6 dic 2017, 03:36 da Giancarlo Milanese

Al termine di una trattativa no-stop di 5 giorni, nella tarda mattinata di domenica 3 dicembre è stato raggiunto un accordo per il rinnovo del CCNL degli addetti ai servizi di logistica, trasporto merci e spedizione, tra tutte le Associazioni rappresentanti le imprese del settore e le OO.SS. FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI.

In un orizzonte temporale che giunge al 2020, l’accordo, frutto di un negoziato difficile, reso ancora più complesso dalla oggettiva difficoltà in cui operano le imprese di autotrasporto italiane nel contesto nazionale ed europeo, comporta un aumento medio a regime di 108 euro a fronte di numerose novità normative che riguardano tanto il mondo dei trasporti quanto quello della logistica e nelle prossime settimane dovrà essere valutato dagli organi delle Associazioni e dalle imprese.

L’aumento - certamente consistente, ancorché diluito nel tempo - da parametrare su tutti i livelli retributivi, è riferito alla qualifica 3 super dei lavoratori al servizio negli uffici e negli impianti fissi e della nuova qualifica 3B del personale viaggiante che, da questa tornata contrattuale, ha una propria autonoma scala parametrale.

Il rinnovo arriva in una fase critica per il settore, tanto è vero che, con grande senso di responsabilità, le parti hanno condiviso l’esigenza di una verifica delle condizioni economiche del comparto entro il mese di luglio 2019, prima dell’erogazione dell’ultima rata d’incremento salariale.

L’intesa di ieri chiude un periodo di confronto durato quasi due anni e nel quale la novità positiva è stata certamente quella della compattezza manifestata dall’intero fronte datoriale che, evitando la tentazione di far valere i propri contingenti interessi di bandiera o di categoria, ha saputo, fino all’ultimo, confrontarsi in modo unitario con le OO.SS., giungendo ad un testo che potrà rappresentare l’avvio di una nuova interessante fase per le relazioni sindacali dell’intero comparto.

COMUNICAZIONE SULLO STATO DELLA VERTENZA TAXI- NCC: RIFORMA DELLA LEGGE N. 21 DEL 1992

pubblicato 21 nov 2017, 00:05 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 21 nov 2017, 00:08 ]

Confartigianato che riunisce e rappresenta i due settori che fanno parte del comparto trasporto pubblico non di linea (taxi e ncc) giudica positivo lo stato del confronto per la riforma della Legge quadro n. 21 del 1992. L’associazione ha avviato da lungo tempo un confronto interno al fine di elaborare proposte per far rimanere i due settori:

- regolati nell'ambito del trasporto pubblico, con un livello di regolamentazione che consenta alle imprese di crescere e di operare aumentando lo standard di qualità, professionalità e di sicurezza per gli utenti;

- rispettosi del principio di territorialità condiviso ed in grado di allocare i servizi dove questi servono attraverso criteri stabiliti dalle regioni ed in funzione integrativa e complementare al trasporto pubblico locale di linea;

- in grado di affrontare la concorrenza sulla base di principi che consentano alle imprese di operare garantendo il rispetto dei diritti costituzioni in tema di lavoro, equità fiscale e giusto compenso;

- impegnati costantemente a sviluppare e fornire servizi tecnologicamente innovativi purché vi sia la parità di condizioni tra tutti i soggetti che erogano servizi di intermediazione tra domanda ed offerta di trasporto. La riforma della Legge – quadro della 21/92 dovrà favorire operatori internazionali, comunitari e nazionali solamente attraverso l'utilizzo di vettori che possiedono specifici requisiti;

- fermamente contrari all’utilizzo di falsi vettori senza titoli e che sfuggono ai più elementari controlli attuando forme di elusione che producono economia sommersa, senza certezza del prezzo del servizio e priva di sicurezza per i cittadini trasportati.


Sulla base di tali orientamenti - i Presidenti nazionali - hanno avviato contatti all'interno dei rispettivi settori rappresentati da altre associazioni che intendevano confrontarsi su tali temi sia all'interno della categoria sia in maniera propositiva con tutti i soggetti che hanno specifiche competenze nel settore (governo, parlamento, regioni, enti locali, autorità, utenti).

Alla luce della situazione attuale, peraltro molto complessa, Confartigianato Trasporto Persone ha immaginato il futuro ricercando l’intesa con le altre associazioni.

Con soddisfazione possiamo dire che sulla base di alcuni principi condivisi, da noi sempre sostenuti e affermati, è stata raggiunta un’intesa con la firma congiunta delle maggiori rappresentanze di un documento presentato al Ministero dei Trasporti che elenca i principi della riforma della 21.

Il documento unitario viene allegato alla presente comunicazione e sarà la base per il prossimo confronto con tutti gli attori istituzionali e sociali interessati alla riforma medesima.

Confartigianato Trasporto Persone da diversi anni ha perorato ed auspicato la causa unitaria della categoria. È cosciente che il percorso per l’approvazione definitiva della nuova legge sarà ancora lungo e che sulla strada della riforma ci sono interessi speculativi dichiarati e forti.

Auspichiamo infine che le diverse associazioni dei vettori del trasporto non di linea tengano la barra dritta e con umiltà continuino a lavorare cercando di allargare ulteriormente le adesioni al fine di essere nelle migliori condizioni sindacali per sostenere i principi condivisi.

A tal proposito, Confartigianato invita tutti i colleghi Presidenti delle Associazioni al senso di responsabilità affinché sia evitata qualsiasi intestazione di vittorie sindacali ancora non definitivamente acquisite.

AUTOTRASPORTO : “ULTIMO APPELLO, GOVERNO EVITI SCONTRO CON IMPRESE”

pubblicato 20 nov 2017, 01:42 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 20 nov 2017, 02:04 ]

COMUNICATO STAMPA

La Presidenza di Unatras, Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto merci a cui aderisce Confartigianato Trasporti, valuta negativamente il silenzio assordante del Ministero dei Trasporti nei confronti dei problemi dell’autotrasporto, alla luce degli ultimi avvenimenti nel passaggio della Legge di Bilancio al Senato e della mancata convocazione richiesta a più riprese dalle associazioni del settore.

Unatras attende da tempo risposte rapide e non può subire l’indifferenza delle Istituzioni competenti sull’assenza di certezze per le imprese di autotrasporto.

Con il senso di responsabilità che negli ultimi anni ha contraddistinto le azioni delle organizzazioni di Unatras, il mondo dell’autotrasporto rivolge un ultimo appello al Governo italiano: si eviti lo scontro, attraverso la convocazione della categoria per risolvere le problematiche e fornire risposte certe.

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