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IMPORTANTI NOVITA’SU: CIRCOLAZIONE STRADALE, PUBBLICA SICUREZZA E IMMIGRAZIONE

pubblicato 5 dic 2018, 00:42 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 5 dic 2018, 00:43 ]


E’ in vigore da ieri, 4 dicembre 2018, la legge 1.12.2018 n. 132 (G.U. n. 281 del 3.12.2018) di conversione del "Decreto sicurezza" (DL 113/2018), contenente numerose norme di rilievo sociale fra cui le seguenti relative alla circolazione stradale:
 
  • Art. 7 CDS - L’attività di parcheggiatore non autorizzato, nel caso di seconda infrazione o svolta con l’impiego di minori, diventa illecito penale (art. 21-sexies);
  • Art. 93 CDS - Le modifiche dell’art. 93 vietano a chi ha la residenza in Italia da più di 60 giorni di circolare con veicoli immatricolati all’estero, salvo la disponibilità dei veicoli in particolari forme documentate di leasing, comodato o noleggio senza conducente. (art. 29-bis);
  • Art. 132 CDS - L'articolo 132 CDS, secondo cui il veicolo immatricolato all'estero può circolare in Italia al massimo per un anno, prevede ora che, scaduto questo termine, se il veicolo non è immatricolato in Italia, l’intestatario può chiedere all’UMC competente un foglio di via per lasciare il territorio nazionale. Circolando oltre l’anno la sanzione pecuniaria è aumentata, il veicolo è praticamente sequestrato e, se non si provvede come sopra detto, entro 180 giorni viene confiscato (art. 29-bis);
  • Art. 196 CDS - L'articolo 196 CDS ha introdotto delle precisazioni sulla figura di obbligato in solido: per l’art. 94 c. 4 bis è tale non più il proprietario del veicolo ma l’intestatario temporaneo; nel caso di veicoli immatricolati all’estero e circolanti in Italia è la persona residente in Italia che ha, a qualunque titolo, la disponibilità del veicolo (art. 29-bis);
  • Art. 213 e 214-bis CDS - Il nuovo testo dell’art. 213 CDS introduce sostanziali modificazioni nella normativa del sequestro per confisca dei veicoli (art. 23-bis):
  1. tutti i veicoli sequestrati, compresi ciclomotori e motocicli, devono essere affidati in custodia agli interessati (proprietario, conducente, genitore in caso di minorenne, ecc.);
  2. in caso di impossibilità o rifiuto, il veicolo è depositato in depositeria ai sensi dell'art. 214-bis con obbligo di tempestivo ritiro, successivo alla comunicazione pubblicata nel sito internet istituzionale della prefettura-UTG competente, altrimenti: trasferimento immediato di proprietà
  3. la circolazione con veicolo sequestrato comporta il trasferimento del veicolo in proprietà al soggetto di cui all’art. 214-bis, cui viene consegnato, nonché la revoca della patente;
  4. è sempre disposta la confisca dei veicoli (non solo ciclomotori e motocicli) adoperati per commettere reati diversi da quelli previsti dal CDS;
  • Art. 214 CDS - Disposizioni analoghe a quelle del caso precedente sono previste per il fermo amministrativo dei veicoli (art. 23-bis);
  • Art. 215-bis CDS - Censimento dei veicoli sequestrati, fermati, rimossi, dissequestrati e confiscati - introdotto nuovo articolo (art. 23-bis);
  • DLG 66/1948 - Con le nuove disposizioni sul blocco stradale, ostacolare la libera circolazione con ingombri e ostruzioni è illecito penale non solo per le strade ferrate ma anche per le strade ordinarie. È illecito amministrativo l’ostruzione di strada ordinaria col proprio corpo (art. 23).
Si allega il testo integrale della L. 1.1.22018 n. 132.

LETTURA CHILOMETRAGGIO. CHIARIMENTI MCTC E MODELLO DI AUTODICHIARAZIONE

pubblicato 19 nov 2018, 05:32 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 19 nov 2018, 05:33 ]

Con Circolare Prot. n. 28543 del 16 novembre 2018 la Direzione Generale della Motorizzazione Civile, anche a seguito delle sollecitazioni di Confartigianato ANARA, la Direzione Generale MCTC affronta nuovamente la spinosa procedura dell'indicazione dei chilometri in occasione della revisione, modificando e integrando la precedente recente Circolare prot. n. 26868 del 30 ottobre 2018, emessa lo scopo di tutelare l'operato degli ispettori e di responsabilizzare l'utenza sulle nuove disposizioni relative alla lettura del chilometraggio. 
 
In sostanza, viene confermato che da oggi,19.11.2018 il dato chilometrico rilevato in sede di revisione deve essere controfirmato, all'atto della consegna della carta di circolazione, sulla domanda di revisione o sul modello TT2100. La circolare prevede poi due distinti percorsi in caso di assenza del proprietario all’atto della revisione: 
   
Per i centri di controllo pubblici, Al fine di semplificare e uniformare la loro azione,viene specificato che gli ispettori abilitati potranno, nel caso di assenza del proprietario del veicolo, accettare anche la firma dei seguenti soggetti:
  • persona effettivamente presente munita di delega e fotocopie dei documenti di identità o
  • soggetti ai quali è consentito presentare pratiche presso gli sportelli della Motorizzazione quali gli intestatari delle pratiche ed i soggetti da questi ultimi delegati in via occasionale ed a titolo gratuito, i titolari, i soci, gli amministratori, i dipendenti, i collaboratori familiari degli studi di consulenza, l'utilizzatore in caso di leasing o noleggio a lungo termine, il familiare che autodichiara il rapporto, l'autista in imprese di trasporto o flotte aziendali con autodichiarazione del rapporto di lavoro. Previsto apposito modulo di autodichiarazione sostitutiva.
Per tale scopo, stato predisposto un modello di autodichiarazione (scarica il modello).
 
Per i centri di controllo privati, avendo un carattere d'impresa di natura privatistica che non ritengano di uniformarsi alle indicazioni fornite, possono adottare i comportamenti previsti dalle loro procedure interne, ferma restando la gestione in autonomia di eventuali contestazioni.

CONFARTIGIANATO. REVISIONI: NO A NUOVA BUROCRAZIA PER CERTIFICAZIONE CHILOMETRI

pubblicato 19 nov 2018, 01:10 da Giancarlo Milanese

Arriva un’altra complicazione burocratica per i centri revisione auto. Stavolta è una circolare della motorizzazione civile datata 30 ottobre che detta nuove disposizioni per effettuare le revisioni. in particolare si tratta delle procedure che l’ispettore (vale a dire l’esecutore della revisione) dovrà seguire per certificare il chilometraggio del veicolo.

In pratica, all’atto della consegna della carta di circolazione, il dato chilometrico rilevato verrà documentato, firmato e controfirmato per accettazione sulla domanda di revisione. In questo modo ci sarà un diretto coinvolgimento del proprietario che, al momento della richiesta di revisione, si assumerà la responsabilità derivante da eventuali manomissioni del contachilometri. 

E qui arriva la complicazione contestata da Confartigianato ANARA (Associazione Nazionale Autorizzati Revisione Autoveicoli): la motorizzazione civile impone infatti che, a partire da oggi 19 novembre 2018, se il proprietario del veicolo è assente durante la revisione, dovrà fornire una delega a controfirmare il dato chilometrico alla persona effettivamente presente, unitamente alle fotocopie dei documenti di identità.

Secondo i centri di revisione auto di confartigianato si tratta di un appesantimento burocratico ingiustificato che provoca problemi operativi alle imprese e disagi agli utenti.

Peraltro la direttiva europea del 2014, relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi non prevede che, qualora non sia il proprietario a presentare il veicolo al controllo, debbano essere forniti i documenti del proprietario del veicolo stesso e relativa delega.

Confartigianato ANARA sollecita quindi il rispetto delle indicazioni europee e chiede al ministero dei trasporti e delle infrastrutture la sospensione delle disposizioni contenute nella circolare del 30 ottobre e un incontro urgente con la categoria per evidenziare le gravi criticità riscontrate dalle imprese e ottenere adeguati correttivi, affinché i centri di revisione siano messi in grado di rispettare le disposizioni previste dalla circolare e fornire correttamente il servizio, a tutela delle imprese e degli utenti.

DICHIARAZIONE DEI CHILOMETRI NELLA DOMANDA DI REVISIONE - ATTIVITA' SINDACALE PROBLEMATICHE CENTRI REVISIONE/ISPETTORI

pubblicato 9 nov 2018, 06:48 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 9 nov 2018, 07:46 ]


In riferimento alle ns. precedenti comunicazioni,Vi trasmettiamo la circolare del Ministero Infrastrutture e Trasporti prot. n. 26868 del 30 ottobre u.s. che contiene alcune precisazioni sui contenuti del Decreto dirigenziale n. 211 del 18-5-2018, con cui sono state emanate le istruzioni operative in merito al Decreto n. 214 del 19-5-2017 di recepimento della Direttiva Revisioni 2014/45/UE. 
 
La circolare è rivolta sostanzialmente a dare indirizzi agli Uffici periferici della Motorizzazione per una uniformità di comportamento sul territorio nazionale.
Per quanto concerne i riflessi operativi sui centri di revisione, a tutela delle nostre imprese associate, resta ferma l’indicazione di far sempre sottoscrivere al cliente, all’interno della domanda di richiesta della revisione del veicolo, la dichiarazione dei chilometri rilevati dal centro al momento della revisione stessa.
Si allega, pertanto, la richiamata circolare
  
Vi informiamo che il giorno 18 ottobre u.s., dopo ripetute sollecitazioni, i rappresentanti di Confartigianato Autoriparazine sono stati ricevuta dal dal Capo Dipartimento Trasporti, Navigazione, Affari Generali e Personale del Ministero Infrastrutture e Trasporti Dr.ssa Elisa Grande e dal Direttore Generale della Motorizzazione Ing. Sergio Dondolini. 
In tale occasione è stata sollecitata l’urgente definizione del quadro di criticità che affliggono i centri revisione poste da tempo all’attenzione del Ministero, con soluzioni condivise in grado di rispondere alle aspettative della categoria, ormai divenute improcrastinabili per garantire il futuro del settore.
 
Queste le prioritarie richieste del settore che sono state riaffermate:
  • Adeguamento tariffa, ferma dal 2004, che recuperi l’inflazione ISTAT e che venga commisurato all’incremento dei costi e degli investimenti (già effettuati e futuri), per la necessaria sostenibilità economica dei centri revisione;
  • Correttivi alle criticità del Decreto di recepimento Direttiva 2014/45/UE e in particolare:
  1. programma di formazione per ispettore del centro di controllo: la categoria non condivide l’impostazione proposta dal Ministero che non è assolutamente sostenibile e compatibile cola realtà e le caratteristiche delle imprese del settore e chiede una completa rivisitazione;
  2. periodicità della verifica della conformità metrologica delle apparecchiature che va riportata entro i parametri previsti dalla richiamata Direttiva europea - e cioè 24 mesi e non 1 anno, per evitare ingiustificati aggravi di costi per le imprese; 
  3. capacità finanziaria: è indispensabile una soluzione al problema quanto meno attraverso una diminuzione dell’entità dell’importo previsto, per sollevare le imprese da un gravoso e insostenibile onere economico, vincolante sia per l’avviamento che per il mantenimento dell’attività;
  • Eliminazione sforzo pedale per i veicoli servoassistiti, questione già definita nel 2014 come previsto dal verbale del Direttore Generale della Motorizzazione.  
In merito alla proroga delle disposizioni di cui all’articolo 13 del Decreto Ministero Trasporti n. 214 del 19 maggio 2017 sul nuovo regime dell’ispettore del centro di controllo (contenuta nell’ambito del DL “Proroga termini” approvato definitivamente il 20 settembre 2018), il Ministero dovrebbe confermare a breve, con circolare esplicativa, l’interpretazione che prevede la possibilità di utilizzare la figura dell’ispettore supplente fino a quando non saranno emanati i decreti attuativi mentre esclude quella di potersi qualificare con il vecchio standard formativo, non considerato valido per acquisire l’abilitazione di ispettore
.

Riguardo ai contenuti della Circolare prot. n. 26868 del 30 ottobre e  all' indicazione di esclusione del vecchio standard formativo per i responsabili dei centri revisione, in data 6 novembre u.s., Confartigianato Autoriparazione ha inviato tempestivamente una richiesta di sospensione disposizioni e incontro urgente, per rappresentare le gravi difficolta per la categoria e ottenere adeguati correttivi, affinché i centri siano messi in grado di ottemperare alle disposizioni della circolare ed erogare il servizio, a tutela degli automobilisti.
 
I rappresentanti del Ministero si sono riservati di approfondire le richieste della categoria e di darci successivi riscontri.
 
Con riserva di fornire tempestive notizie sui futuri sviluppi.

PREMIO DI 1.050 PER OGNI STUDENTE IN APPRENDISTATO DUALE PRESSO AUTOFFICINE-CARROZZERIE

pubblicato 11 ott 2018, 00:58 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 11 ott 2018, 01:11 ]

Un ponte con il mondo del lavoro che prepara gli studenti ad una professione, favorisce il ricambio generazionale in settori dove è molto richiesto, l’ingresso di nuove figure. La via italiana al sistema duale in Provincia di Treviso c’è e funziona: si chiama « Apprendistato Nord Est ». 
Confartigianato Imprese Marca Trevigiana in collaborazione con l’istituto Giorgi Fermi di Treviso nel mese di ottobre ha organizzato tre serate in cui per la prima volta famiglie, studenti e docenti delle classi quarte dei corsi installatori d’impianti, autoriparatori, meccanica di produzione e odontotecnici hanno incontrato imprenditori per conoscersi e sfruttare al meglio le opportunità dell’apprendistato duale.
“Il dialogo e il confronto con gli istituti del territorio – afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - sono gli strumenti fondamentali per tradurre in opportunità per imprese e giovani quanto di positivo prevedono i principi ispiratori della riforma La Buona Scuola (L.107 del 2015). Rendere organico un percorso di collaborazione tra i protagonisti formativi e imprenditoriali del territorio, valorizzare le buone prassi, entrare nel merito delle problematiche quotidiane di scuola e aziende, fornire stimoli che inducano i giovani ad intraprendere un’attività imprenditoriale autonoma, partendo da un’ esperienza maturata in qualità di collaboratori, sono elementi che riteniamo di primaria importanza affinchè si favoriscono scelte professionali consapevoli e si attraggono sempre più ragazzi a trovare stabile occupazione nei settori artigiano e delle pmi del nostro territorio ”.
L’apprendistato duale, introdotto dal Jobs Act nel 2015,inizialmente applicato solo tra gli studenti iscritti ai CFP della Provincia, è divenuto una realtà anche per quelli frequentanti un istituto tecnico superiore grazie alla sperimentazione “Apprendistato Nord Est” attivata nelle cinque classi quarte dell’Istituto Giorgi Fermi di Treviso, che forma circa 130 studenti per i settori artigiani installatori di impianti, autoriparatori, meccanica di produzione e odontotecnici.
I giovani, tramite l’assunzione nelle aziende che aderiscono al progetto, conseguono il diploma lavorando e guadagnando uno stipendio oltre a vedersi aperta una posizione contributiva all’Inps ai fini pensionistici. Su 1.056 ore complessive di lezione, ben 370 sono quelle che si realizzano direttamente sul luogo di lavoro, sotto la supervisione del tutor aziendale e scolastico.
Grazie all’accordo siglato lo scorso 1 ottobre tra Confartigianato Imprese Veneto e CGIL,CISL,UIL regionali, è stata prevista una borsa premiale di 1.050 euro per gli studenti che, tramite il duale, conseguiranno il titolo di studio a partire dall’anno scolastico in scorso. Somma viene erogata direttamente dall’ente bilaterale di settore. L’accordo dedica prescrizioni e risorse anche alla cura della sicurezza sul lavoro quando si assumono studenti.

L’apprendistato duale consente alle imprese di:
  • trasferire competenze specifiche ad un numero sempre più ampio di giovani. Unica modalità per mantenere competitivo il sistema manifatturiero che caratterizza la ricchezza del nostro territorio;
  • individuare risorse umane in giovane età ( minimo 15 anni ) su cui investire grazie al costo del lavoro (costo inps/inail) più basso mai previsto dal legislatore (solo un più 5% sulla paga lorda);
  • cogliere ulteriori benefici sul costo del lavoro in caso di stabilizzazione del rapporto di lavoro post conseguimento del diploma;
  • ricevere ore di lavoro dallo studente aggiuntive durante le pause dell’anno scolastico ( natale/pasqua/periodo estivo /ecc).
  • diventare interlocutori di riferimento delle scuole del proprio territorio sviluppando specifiche progettualità e contribuendo a caratterizzare l’offerta formativa del sistema scolastico trevigiano. 

RISOLTE LE PROBLEMATICHE DELL'ISPETTORE DEL CENTRO REVISIONE - SBLOCCATI I CORSI - APPROVATO IL D.L. "PROROGA TERMINI"

pubblicato 24 set 2018, 01:02 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 24 set 2018, 07:57 ]

Facendo seguito alle nostre precedenti comunicazioni del 6 agosto e del 7 agosto u.s., Vi informiamo che giovedì scorso è stato definitivamente approvato il D.L. “Proroga termini” che ha confermato la proroga delle disposizioni di cui all’articolo 13 del Decreto del Ministero Infrastrutture e Trasporti n. 214 del 19-5 2017 (ispettori), promossa da Confartigianato Autoriparazione per risolvere la problematica dell’ispettore del centro di controllo.
 
La proroga stabilisce che le richiamate disposizioni, riguardanti il nuovo regime dell’ispettore, si applicano a decorrere dall’entrata in vigore dei decreti attuativi previsti dal medesimo articolo 13.
 
Tale norma consente di risolvere un duplice problema:
  1. viene mantenuto in essere l’attuale regime per la qualificazione professionale del responsabile del centro revisione (Diploma + corso 30 ore) fino all’adozione delle norme attuative che andranno a definire i requisiti professionali e formativi della nuova figura dell’ispettore;
  2. viene superata un’altra forte criticità per i centri e cioè il problema dell’ispettore supplente che è una figura non più contemperata della Direttiva 2014/45/UE, ma che, attraverso questa soluzione, si potrà continuare ad utilizzare fino all’approvazione dei decreti attuativi.
Ne consegue che i centri revisione che avessero attualmente l’esigenza di qualificare nuovi responsabili/ispettori  possono mandare da subito la scheda di interesse ai corsi (30 ore) allegata. Comunicheremo successivamente il calendario del corso che si volgerà a Treviso (info corso: 0422/433250).
 
Grazie all’incisiva azione svolta da Confartigianato Autoriparazione, è stato ottenuto un risultato estremante importante che risponde alle sollecitazioni della categoria e va a salvaguardare l’operatività e il futuro dei centri revisione e degli autoriparatori artigiani.

CITEMOS 2018 - A VICENZA IL FESTIVAL "CITTA' DELLA TECNOLOGIA PER LA MOBILITA' SOSTENIBILE".

pubblicato 21 set 2018, 08:18 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 21 set 2018, 08:30 ]

Si terrà a Vicenza il 4/5/6 ottobre la 2° edizione di CITEMOS - Festival Città della Tecnologia per la Mobilità Sostenibile.

Tre giorni ricchi di appuntamenti di livello che vedranno protagonisti aziende, istituzioni  e cittadini, a confronto sui nuovi scenari della mobilità sostenibile e del sistema delle tecnologie ad essa collegate.

Per quanto riguarda le tematiche più strettamente legate al mondo AUTOMOTIVE, si segnala il programma di SABATO 6 OTTOBRE 2018


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Stiamo attraversando una fase di profonde trasformazioni sul piano socioculturale, economico e tecnologico che avranno un impatto importante sulla vita dei cittadini, sull’operato delle istituzioni e sulle attività delle imprese.

Questo processo che caratterizza il contesto generale si declina in modo particolare sul comparto della mobilità sostenibile e del sistema di tecnologie ad esso collegato. La mobilità di cittadini, prodotti, informazioni è una colonna portante della nostra società e la filiera di tecnologie e di mestieri ad essa collegata rappresenta un ambito che coinvolge sia grandi imprese multinazionali che piccole imprese artigiane in chiave locale.

Questi temi sono particolarmente vivi e attuali nel contesto di Vicenza e nelle sue aree contigue.

Ciò considerato, emerge quindi un forte bisogno di comprendere più a fondo l’evoluzione dello scenario, stimolare maggiore consapevolezza tra gli operatori, fornire loro degli strumenti interpretativi e operativi per aumentare la capacità di evoluzione in modo coerente con l’evoluzione del contesto e non restare spiazzati dalle trasformazioni in atto e in arrivo.

MCTC CONFERMA ATTUALE INCOMPATIBILITA’ NORMATIVA DELL’ISTITUTO DELLA SOSTITUZIONE DEL RESPONSABILE TECNICO DEL CENTRO REVISIONE

pubblicato 7 ago 2018, 07:22 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 30 ago 2018, 00:28 ]


All’indomani della ns. informativa sull’attività avviata da Confartigianato Autoriparazione per la soluzione delle attuali problematiche legate alla figura dell’Ispettore del Centro revisione, la Motorizzazione Civile di Treviso ci ha fornito oggi la circolare della DGT Nord-Est del 2.8.2018, avente ad oggetto la richiesta di chiarimenti sulla vigenza delle autorizzazioni rilasciate dalla competente Autorità ai sostituti temporanei degli ispettori, rilasciate ax art. 240 DPR 495/1992, formulata dalla Citta Metropolitana di Venezia.

La circolare ha fornito i chiarimenti richiesti, confermando il contenuto della nota prot. 53115 del 2.7.2018 della DGT Nord-Ovest con la quale viene comunicato che, per le imprese autorizzate ex art. 80 del CDS, l’istituto della sostituzione dell’ispettore non è più compatibile con l’attuale normativa dettata dalla Direttiva 2014/45/UE.

I soggetti legittimati a sostituire, in caso di assenza o impedimento, i responsabili tecnici nelle operazioni di revisione periodica dei veicoli a motore, ai sensi dell’art. 240, comma 2 del PDR n. 495/1192, correlato con quanto previsto dall’art. 7 del Decreto MIT n. 211/2018) devono avere, quindi, le qualifiche dell’ispettore autorizzato.

Ne consegue che i Centri revisioni, per continuare ad operare in caso di assenza o impedimento del responsabile tecnico, devono necessariamente disporre di un secondo ispettore avente le sue stesse caratteristiche.

Con riserva di fornire ulteriori informazioni in merito alla situazione in essere.

AVVIO E REGOLARIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI GOMMISTA, CARROZZIERE E MECCATRONICO. DEFINITI I CORSI PER RESPONSABILI TECNICI.

pubblicato 6 ago 2018, 07:08 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 7 ago 2018, 06:39 ]

La Conferenza permanente “Stato Regioni” ha sancito con accordo in data 12.7.2018, gli standard minimi dei corsi di qualificazione professionale per responsabile tecnico delle attività di Gommista e Carrozzeria, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b), della L. 122/1992, come modificata dalla L. 224/2012. 
Per quanto riguarda i requisiti minimi dei percorsi di formazione previsti per l’attività di Meccatronica, continua a valere, invece, quanto stabilito dall’accordo della Conferenza permanente “Stato Regioni” del 12.6.2014.

Si ricorda che l’attuale normativa stabilisce che per le imprese iscritte al registro Imprese o nell’Albo Imprese Artigiane e abilitate per una o più attività di autoriparazione, la frequentazione dei corsi in parola consente l’immediata abilitazione del responsabile tecnico, relativamente all’abilitazione non posseduta, eliminando l’obbligo che sussisteva precedentemente dello svolgimento di 1 anno di attività come operai qualificati, alle dipendenze di una impresa del settore.
Si tratta di un valida opportunità offerta a tutti gli autoriparatori che volessero ampliare i propri settori di attività, regolarizzando o avviando ex novo le attività di gommista, carrozziere o meccatronico

I corsi di formazione verranno erogati dalla Regione veneto direttamente o attraverso soggetti accreditati.


REQUISITI MINIMI DEI PERCORSI DI FORMAZIONE

GOMMISTA
La durata minima dei percorsi standard è di 250 ore con una quota di stage pari al 30% del monte ore.
Per i Responsabili Tecnici di imprese già abilitate alle attività di meccatronica o carrozzeria, qualora non siano in possesso di almeno 1 dei requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 7 della citata L. 122, la durata minima del corso di formazione viene ridotta a 150 ore, con stage obbligatorio pari al 30% del monte ore.
Sono esentati dall’obbligo di frequenza e del percorso formativo e del relativo esame i soggetti in possesso di una qualificazione professionale regionale riconducibile all’ADA.7.59.174 – Riparazione e sostituzione delle ruote (cerchioni e pneumatici) del QNQR.
Per entrambi i moduli formativi (250/150 ore) è previsto un esame finale cui si può accedere con frequenza pari al 80% del monte ore. 

CARROZZIERE 
La durata minima dei percorsi standard è di 280 ore con una quota di stage pari al 30% del monte ore.
Per i Responsabili Tecnici di imprese già abilitate alle attività di meccatronica o gommista, qualora non siano in possesso di almeno 1 dei requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 7 dela citata L. 122, la durata minima del corso di formazione viene ridotta a 180 ore, con stage obbligatorio pari al 30% del monte ore.
L’accordo stabilisce che determinati attestati di Qualifica professionale triennale hanno valore di qualificazione professionale di “Tecnico per l’attività di carrozzeria”, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b), della L. 122/1992, come modificata dalla L. 224/2012.
Sono esentati dall’obbligo di frequenza e del percorso formativo e del relativo esame i soggetti in possesso di una qualificazione professionale regionale riconducibile all’ADA.7.59.176 – Riparazione della carrozzeria di veicoli a motore del QNQR.
Per entrambi i moduli formativi (280/180 ore) è previsto un esame finale cui si può accedere con frequenza pari al 80% del monte ore. 

MECCATRONICO
La durata minima dei percorsi standard di 500 ore con una quota di stage pari al 20/30% del monte ore.
Per i Responsabili Tecnici di imprese abilitate alle attività di carrozziere o gommista, qualora non siano in possesso di almeno 1 dei requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 7 della citata L. 122, la durata minima del corso di formazione viene ridotta a 400 ore, con stage obbligatorio pari al 20/30% del monte ore.
I responsabili tecnici delle imprese che a tutt’oggi sono iscritte per la sola attività di meccanica motoristica o elettrauto possono ancora  frequentare, entro il 5.1.2023,  il corso di 40 ore la cui prima scadenza era stata fissata al 5.1.2018 e poi successivamente prorogata , limitatamente alle competenze relative all’abilitazione professionale non posseduta. 
I soggetti in possesso di un coerente titolo di Qualifica professionale, conseguito nell’ambito del sistema di Istruzione e Formazione professionale, per ottenere la qualifica di Tecnico meccatronico delle autoriparazioni, dovranno frequentare un corso della durata minima di 100 ore.
Ii soggetti in possesso di un coerente titolo di Diploma professionale, conseguito nell’ambito del sistema di Istruzione e Formazione professionale, per ottenere la qualifica di Tecnico meccatronico delle autoriparazioni, dovranno frequentare un corso della durata minima di 50 ore.
L'attestato di Qualifica professionale di “Operatore alla riparazione di veicoli a motore”, indirizzo “Riparazione parti e sistemi meccanici e elettromeccanici dei veicoli a motore” e il Diploma tecnico professionale quadriennale di “Tecnico riparatore dei veicoli a motore” hanno valore di qualificazione professionale di “Tecnico meccatronico delle autoriparazioni”, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b), della L. 122/1992, come modificata dalla L. 224/2012.
Per tutti i moduli formativi (500/400/40/100/50ore) è previsto un esame finale cui si può accedere con frequenza pari al 80% del monte ore.



LE ATTIVITA DI CONFARTIGIANATO AUTORIPARAZIONE ATTUALMENTE IN CORSO
Confartigianato Autoriparazione, ha posto alla valutazione della Conferenza Stato-Regioni il tema degli standard formativi per gli autoriparatori di cui all’Accordo stipulato in Conferenza Stato-Regioni il 12 luglio 2018, ai sensi della Legge 205/2017.
La categoria è intervenuta sia nei confronti della Conferenza Stato-Regioni sia del Ministero Sviluppo Economico per riproporre le questioni che non hanno trovato positivo recepimento nel testo del richiamato accordo, nonostante il parere favorevole ottenuto dalla categoria in sede di Coordinamento tecnico delle Commissioni “Attività produttive” e “Istruzione formazione Lavoro Innovazione e Ricerca” della Conferenza delle Regioni, nella riunione del 14 giugno scorso.
In sintesi, sono state ribadite le seguenti richieste:
  1. Possibilità di far valere, con provata documentazione, l'avvenuta attività svolta nel "mestiere" di cui si chiede l'abilitazione, mantenendo lo stesso criterio usato per i meccatronici, ovvero di aver esercitato l’attività prima dell'entrata in vigore della Legge n. 224/2012 per almeno tre anni negli ultimi cinque
  2. Eliminazione dello stage per le imprese già attive. Lo svolgimento dello stage è un elemento particolarmente critico e anomalo, poiché si tratta di imprenditori già in attività che sarebbero costretti a svolgere lo stesso stage presso un’altra impresa abilitata, con evidenti impedimenti e difficoltà anche sotto il profilo operativo; costringere ad un periodo di stage presso altra impresa, infatti, potrebbe generare problemi pratici di svolgimento per resistenze possibili di coloro che dovrebbero ospitare gli stagisti, verso nuovi ingressi nel mercato.
  3. Possibilità di accesso ai requisiti a personale e collaboratori familiari che, pur non ricoprendo il ruolo di responsabile tecnico, hanno maturato negli anni esperienza assimilabile (e documentabile) a quella prevista dai requisiti di qualificazione, affiancando il titolare e/o il familiare nell’impresa. Questo favorirebbe l’operatività delle imprese del settore e agevolerebbe altresì il ricambio generazionale nelle famiglie artigiane, permettendo ai collaboratori più esperti di avviare una nuova attività qualora lo volessero. 
La materia continuerà ad essere seguita con la massima attenzione dalla categoria, affinché si possa ottenere il pieno recepimento delle nostre istanze.
 
 

SCARICA IL TESTO DELL’ACCORDO DELLA CONFERENZA PERMANENTE “STATO REGIONI” - Rep. Atti n. 124/CSR del 12.7.2018

PROBLEMATICHE ISPETTORE CENTRO DI REVISIONE. ATTIVITA' CONFARTIGIANATO AUTORIPARAZIONE

pubblicato 6 ago 2018, 02:33 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 6 ago 2018, 08:49 ]


Giovedì 2 agosto è stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato l'emendamento, promosso da Confartigianato Autoriparazione nell'ambito del D.L. "Proroga termini", per risolvere le problematiche relative alla figura dell'ispettore del centro di revisione.

Il testo del documento approvato prevede che, fino alla completa attuazione delle norme di cui all'articolo 13 del Decreto del Ministero Infrastrutture e Trasporti n. 214 del 19-5-2017 (nuovi requisiti minimi di competenza e formazione dell’ispettore, nuovi percorsi formativi e blocco delle autorizzazioni al 20.5.2018), continuino ad applicarsi le norme attualmente vigenti in materia di responsabile tecnico del centro di revisione. Ciò al fine di superare i gravi disagi dei centri che hanno oggettive difficoltà a reperire nuovi ispettori, in caso di necessità, per poter continuare ad operare e che rischiano di vedere paralizzata la propria attività e di non poter assicurare la continuità del servizio a cui devono assolvere per conto dello Stato, su cui poggia la sicurezza degli automobilisti.

Nell’intervento, a sostegno della richiesta di proroga, è stato evidenziato l’ulteriore fattore che va ad aggravare la situazione dei centri revisione e cioè il fatto che il Decreto n. 214, di recepimento della Direttiva 2014/45/UE, ha anche abolito la figura dell’ispettore supplente, poiché non più contemperato dalla stessa Direttiva, al quale si poteva precedentemente ricorrere per ovviare a situazioni di emergenza e di carenze operative.

Questa approvazione rappresenta un primo risultato positivo che auspichiamo possa trovare conferma nei successivi passaggi del provvedimento, sui quali, ovviamente, vi terremo informati. Questa approvazione rappresenta un primo risultato positivo che auspichiamo possa trovare conferma nei successivi passaggi del provvedimento e favorire l’approvazione definitiva della nostra proposta

 

Questa approvazione rappresenta un primo risultato positivo che auspichiamo possa trovare conferma nei successivi passaggi del provvedimento e favorire l’approvazione definitiva della nostra proposta

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