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PREMIO DI 1.050 PER OGNI STUDENTE IN APPRENDISTATO DUALE PRESSO AUTOFFICINE-CARROZZERIE

pubblicato 11 ott 2018, 00:58 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 11 ott 2018, 01:11 ]

Un ponte con il mondo del lavoro che prepara gli studenti ad una professione, favorisce il ricambio generazionale in settori dove è molto richiesto, l’ingresso di nuove figure. La via italiana al sistema duale in Provincia di Treviso c’è e funziona: si chiama « Apprendistato Nord Est ». 
Confartigianato Imprese Marca Trevigiana in collaborazione con l’istituto Giorgi Fermi di Treviso nel mese di ottobre ha organizzato tre serate in cui per la prima volta famiglie, studenti e docenti delle classi quarte dei corsi installatori d’impianti, autoriparatori, meccanica di produzione e odontotecnici hanno incontrato imprenditori per conoscersi e sfruttare al meglio le opportunità dell’apprendistato duale.
“Il dialogo e il confronto con gli istituti del territorio – afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - sono gli strumenti fondamentali per tradurre in opportunità per imprese e giovani quanto di positivo prevedono i principi ispiratori della riforma La Buona Scuola (L.107 del 2015). Rendere organico un percorso di collaborazione tra i protagonisti formativi e imprenditoriali del territorio, valorizzare le buone prassi, entrare nel merito delle problematiche quotidiane di scuola e aziende, fornire stimoli che inducano i giovani ad intraprendere un’attività imprenditoriale autonoma, partendo da un’ esperienza maturata in qualità di collaboratori, sono elementi che riteniamo di primaria importanza affinchè si favoriscono scelte professionali consapevoli e si attraggono sempre più ragazzi a trovare stabile occupazione nei settori artigiano e delle pmi del nostro territorio ”.
L’apprendistato duale, introdotto dal Jobs Act nel 2015,inizialmente applicato solo tra gli studenti iscritti ai CFP della Provincia, è divenuto una realtà anche per quelli frequentanti un istituto tecnico superiore grazie alla sperimentazione “Apprendistato Nord Est” attivata nelle cinque classi quarte dell’Istituto Giorgi Fermi di Treviso, che forma circa 130 studenti per i settori artigiani installatori di impianti, autoriparatori, meccanica di produzione e odontotecnici.
I giovani, tramite l’assunzione nelle aziende che aderiscono al progetto, conseguono il diploma lavorando e guadagnando uno stipendio oltre a vedersi aperta una posizione contributiva all’Inps ai fini pensionistici. Su 1.056 ore complessive di lezione, ben 370 sono quelle che si realizzano direttamente sul luogo di lavoro, sotto la supervisione del tutor aziendale e scolastico.
Grazie all’accordo siglato lo scorso 1 ottobre tra Confartigianato Imprese Veneto e CGIL,CISL,UIL regionali, è stata prevista una borsa premiale di 1.050 euro per gli studenti che, tramite il duale, conseguiranno il titolo di studio a partire dall’anno scolastico in scorso. Somma viene erogata direttamente dall’ente bilaterale di settore. L’accordo dedica prescrizioni e risorse anche alla cura della sicurezza sul lavoro quando si assumono studenti.

L’apprendistato duale consente alle imprese di:
  • trasferire competenze specifiche ad un numero sempre più ampio di giovani. Unica modalità per mantenere competitivo il sistema manifatturiero che caratterizza la ricchezza del nostro territorio;
  • individuare risorse umane in giovane età ( minimo 15 anni ) su cui investire grazie al costo del lavoro (costo inps/inail) più basso mai previsto dal legislatore (solo un più 5% sulla paga lorda);
  • cogliere ulteriori benefici sul costo del lavoro in caso di stabilizzazione del rapporto di lavoro post conseguimento del diploma;
  • ricevere ore di lavoro dallo studente aggiuntive durante le pause dell’anno scolastico ( natale/pasqua/periodo estivo /ecc).
  • diventare interlocutori di riferimento delle scuole del proprio territorio sviluppando specifiche progettualità e contribuendo a caratterizzare l’offerta formativa del sistema scolastico trevigiano. 

RISOLTE LE PROBLEMATICHE DELL'ISPETTORE DEL CENTRO REVISIONE - SBLOCCATI I CORSI - APPROVATO IL D.L. "PROROGA TERMINI"

pubblicato 24 set 2018, 01:02 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 24 set 2018, 07:57 ]

Facendo seguito alle nostre precedenti comunicazioni del 6 agosto e del 7 agosto u.s., Vi informiamo che giovedì scorso è stato definitivamente approvato il D.L. “Proroga termini” che ha confermato la proroga delle disposizioni di cui all’articolo 13 del Decreto del Ministero Infrastrutture e Trasporti n. 214 del 19-5 2017 (ispettori), promossa da Confartigianato Autoriparazione per risolvere la problematica dell’ispettore del centro di controllo.
 
La proroga stabilisce che le richiamate disposizioni, riguardanti il nuovo regime dell’ispettore, si applicano a decorrere dall’entrata in vigore dei decreti attuativi previsti dal medesimo articolo 13.
 
Tale norma consente di risolvere un duplice problema:
  1. viene mantenuto in essere l’attuale regime per la qualificazione professionale del responsabile del centro revisione (Diploma + corso 30 ore) fino all’adozione delle norme attuative che andranno a definire i requisiti professionali e formativi della nuova figura dell’ispettore;
  2. viene superata un’altra forte criticità per i centri e cioè il problema dell’ispettore supplente che è una figura non più contemperata della Direttiva 2014/45/UE, ma che, attraverso questa soluzione, si potrà continuare ad utilizzare fino all’approvazione dei decreti attuativi.
Ne consegue che i centri revisione che avessero attualmente l’esigenza di qualificare nuovi responsabili/ispettori  possono mandare da subito la scheda di interesse ai corsi (30 ore) allegata. Comunicheremo successivamente il calendario del corso che si volgerà a Treviso (info corso: 0422/433250).
 
Grazie all’incisiva azione svolta da Confartigianato Autoriparazione, è stato ottenuto un risultato estremante importante che risponde alle sollecitazioni della categoria e va a salvaguardare l’operatività e il futuro dei centri revisione e degli autoriparatori artigiani.

CITEMOS 2018 - A VICENZA IL FESTIVAL "CITTA' DELLA TECNOLOGIA PER LA MOBILITA' SOSTENIBILE".

pubblicato 21 set 2018, 08:18 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 21 set 2018, 08:30 ]

Si terrà a Vicenza il 4/5/6 ottobre la 2° edizione di CITEMOS - Festival Città della Tecnologia per la Mobilità Sostenibile.

Tre giorni ricchi di appuntamenti di livello che vedranno protagonisti aziende, istituzioni  e cittadini, a confronto sui nuovi scenari della mobilità sostenibile e del sistema delle tecnologie ad essa collegate.

Per quanto riguarda le tematiche più strettamente legate al mondo AUTOMOTIVE, si segnala il programma di SABATO 6 OTTOBRE 2018


GUARDA IL PROGRAMMA E ISCRIVITI AGLI EVENTI


Stiamo attraversando una fase di profonde trasformazioni sul piano socioculturale, economico e tecnologico che avranno un impatto importante sulla vita dei cittadini, sull’operato delle istituzioni e sulle attività delle imprese.

Questo processo che caratterizza il contesto generale si declina in modo particolare sul comparto della mobilità sostenibile e del sistema di tecnologie ad esso collegato. La mobilità di cittadini, prodotti, informazioni è una colonna portante della nostra società e la filiera di tecnologie e di mestieri ad essa collegata rappresenta un ambito che coinvolge sia grandi imprese multinazionali che piccole imprese artigiane in chiave locale.

Questi temi sono particolarmente vivi e attuali nel contesto di Vicenza e nelle sue aree contigue.

Ciò considerato, emerge quindi un forte bisogno di comprendere più a fondo l’evoluzione dello scenario, stimolare maggiore consapevolezza tra gli operatori, fornire loro degli strumenti interpretativi e operativi per aumentare la capacità di evoluzione in modo coerente con l’evoluzione del contesto e non restare spiazzati dalle trasformazioni in atto e in arrivo.

MCTC CONFERMA ATTUALE INCOMPATIBILITA’ NORMATIVA DELL’ISTITUTO DELLA SOSTITUZIONE DEL RESPONSABILE TECNICO DEL CENTRO REVISIONE

pubblicato 7 ago 2018, 07:22 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 30 ago 2018, 00:28 ]


All’indomani della ns. informativa sull’attività avviata da Confartigianato Autoriparazione per la soluzione delle attuali problematiche legate alla figura dell’Ispettore del Centro revisione, la Motorizzazione Civile di Treviso ci ha fornito oggi la circolare della DGT Nord-Est del 2.8.2018, avente ad oggetto la richiesta di chiarimenti sulla vigenza delle autorizzazioni rilasciate dalla competente Autorità ai sostituti temporanei degli ispettori, rilasciate ax art. 240 DPR 495/1992, formulata dalla Citta Metropolitana di Venezia.

La circolare ha fornito i chiarimenti richiesti, confermando il contenuto della nota prot. 53115 del 2.7.2018 della DGT Nord-Ovest con la quale viene comunicato che, per le imprese autorizzate ex art. 80 del CDS, l’istituto della sostituzione dell’ispettore non è più compatibile con l’attuale normativa dettata dalla Direttiva 2014/45/UE.

I soggetti legittimati a sostituire, in caso di assenza o impedimento, i responsabili tecnici nelle operazioni di revisione periodica dei veicoli a motore, ai sensi dell’art. 240, comma 2 del PDR n. 495/1192, correlato con quanto previsto dall’art. 7 del Decreto MIT n. 211/2018) devono avere, quindi, le qualifiche dell’ispettore autorizzato.

Ne consegue che i Centri revisioni, per continuare ad operare in caso di assenza o impedimento del responsabile tecnico, devono necessariamente disporre di un secondo ispettore avente le sue stesse caratteristiche.

Con riserva di fornire ulteriori informazioni in merito alla situazione in essere.

AVVIO E REGOLARIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI GOMMISTA, CARROZZIERE E MECCATRONICO. DEFINITI I CORSI PER RESPONSABILI TECNICI.

pubblicato 6 ago 2018, 07:08 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 7 ago 2018, 06:39 ]

La Conferenza permanente “Stato Regioni” ha sancito con accordo in data 12.7.2018, gli standard minimi dei corsi di qualificazione professionale per responsabile tecnico delle attività di Gommista e Carrozzeria, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b), della L. 122/1992, come modificata dalla L. 224/2012. 
Per quanto riguarda i requisiti minimi dei percorsi di formazione previsti per l’attività di Meccatronica, continua a valere, invece, quanto stabilito dall’accordo della Conferenza permanente “Stato Regioni” del 12.6.2014.

Si ricorda che l’attuale normativa stabilisce che per le imprese iscritte al registro Imprese o nell’Albo Imprese Artigiane e abilitate per una o più attività di autoriparazione, la frequentazione dei corsi in parola consente l’immediata abilitazione del responsabile tecnico, relativamente all’abilitazione non posseduta, eliminando l’obbligo che sussisteva precedentemente dello svolgimento di 1 anno di attività come operai qualificati, alle dipendenze di una impresa del settore.
Si tratta di un valida opportunità offerta a tutti gli autoriparatori che volessero ampliare i propri settori di attività, regolarizzando o avviando ex novo le attività di gommista, carrozziere o meccatronico

I corsi di formazione verranno erogati dalla Regione veneto direttamente o attraverso soggetti accreditati.


REQUISITI MINIMI DEI PERCORSI DI FORMAZIONE

GOMMISTA
La durata minima dei percorsi standard è di 250 ore con una quota di stage pari al 30% del monte ore.
Per i Responsabili Tecnici di imprese già abilitate alle attività di meccatronica o carrozzeria, qualora non siano in possesso di almeno 1 dei requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 7 della citata L. 122, la durata minima del corso di formazione viene ridotta a 150 ore, con stage obbligatorio pari al 30% del monte ore.
Sono esentati dall’obbligo di frequenza e del percorso formativo e del relativo esame i soggetti in possesso di una qualificazione professionale regionale riconducibile all’ADA.7.59.174 – Riparazione e sostituzione delle ruote (cerchioni e pneumatici) del QNQR.
Per entrambi i moduli formativi (250/150 ore) è previsto un esame finale cui si può accedere con frequenza pari al 80% del monte ore. 

CARROZZIERE 
La durata minima dei percorsi standard è di 280 ore con una quota di stage pari al 30% del monte ore.
Per i Responsabili Tecnici di imprese già abilitate alle attività di meccatronica o gommista, qualora non siano in possesso di almeno 1 dei requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 7 dela citata L. 122, la durata minima del corso di formazione viene ridotta a 180 ore, con stage obbligatorio pari al 30% del monte ore.
L’accordo stabilisce che determinati attestati di Qualifica professionale triennale hanno valore di qualificazione professionale di “Tecnico per l’attività di carrozzeria”, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b), della L. 122/1992, come modificata dalla L. 224/2012.
Sono esentati dall’obbligo di frequenza e del percorso formativo e del relativo esame i soggetti in possesso di una qualificazione professionale regionale riconducibile all’ADA.7.59.176 – Riparazione della carrozzeria di veicoli a motore del QNQR.
Per entrambi i moduli formativi (280/180 ore) è previsto un esame finale cui si può accedere con frequenza pari al 80% del monte ore. 

MECCATRONICO
La durata minima dei percorsi standard di 500 ore con una quota di stage pari al 20/30% del monte ore.
Per i Responsabili Tecnici di imprese abilitate alle attività di carrozziere o gommista, qualora non siano in possesso di almeno 1 dei requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 7 della citata L. 122, la durata minima del corso di formazione viene ridotta a 400 ore, con stage obbligatorio pari al 20/30% del monte ore.
I responsabili tecnici delle imprese che a tutt’oggi sono iscritte per la sola attività di meccanica motoristica o elettrauto possono ancora  frequentare, entro il 5.1.2023,  il corso di 40 ore la cui prima scadenza era stata fissata al 5.1.2018 e poi successivamente prorogata , limitatamente alle competenze relative all’abilitazione professionale non posseduta. 
I soggetti in possesso di un coerente titolo di Qualifica professionale, conseguito nell’ambito del sistema di Istruzione e Formazione professionale, per ottenere la qualifica di Tecnico meccatronico delle autoriparazioni, dovranno frequentare un corso della durata minima di 100 ore.
Ii soggetti in possesso di un coerente titolo di Diploma professionale, conseguito nell’ambito del sistema di Istruzione e Formazione professionale, per ottenere la qualifica di Tecnico meccatronico delle autoriparazioni, dovranno frequentare un corso della durata minima di 50 ore.
L'attestato di Qualifica professionale di “Operatore alla riparazione di veicoli a motore”, indirizzo “Riparazione parti e sistemi meccanici e elettromeccanici dei veicoli a motore” e il Diploma tecnico professionale quadriennale di “Tecnico riparatore dei veicoli a motore” hanno valore di qualificazione professionale di “Tecnico meccatronico delle autoriparazioni”, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b), della L. 122/1992, come modificata dalla L. 224/2012.
Per tutti i moduli formativi (500/400/40/100/50ore) è previsto un esame finale cui si può accedere con frequenza pari al 80% del monte ore.



LE ATTIVITA DI CONFARTIGIANATO AUTORIPARAZIONE ATTUALMENTE IN CORSO
Confartigianato Autoriparazione, ha posto alla valutazione della Conferenza Stato-Regioni il tema degli standard formativi per gli autoriparatori di cui all’Accordo stipulato in Conferenza Stato-Regioni il 12 luglio 2018, ai sensi della Legge 205/2017.
La categoria è intervenuta sia nei confronti della Conferenza Stato-Regioni sia del Ministero Sviluppo Economico per riproporre le questioni che non hanno trovato positivo recepimento nel testo del richiamato accordo, nonostante il parere favorevole ottenuto dalla categoria in sede di Coordinamento tecnico delle Commissioni “Attività produttive” e “Istruzione formazione Lavoro Innovazione e Ricerca” della Conferenza delle Regioni, nella riunione del 14 giugno scorso.
In sintesi, sono state ribadite le seguenti richieste:
  1. Possibilità di far valere, con provata documentazione, l'avvenuta attività svolta nel "mestiere" di cui si chiede l'abilitazione, mantenendo lo stesso criterio usato per i meccatronici, ovvero di aver esercitato l’attività prima dell'entrata in vigore della Legge n. 224/2012 per almeno tre anni negli ultimi cinque
  2. Eliminazione dello stage per le imprese già attive. Lo svolgimento dello stage è un elemento particolarmente critico e anomalo, poiché si tratta di imprenditori già in attività che sarebbero costretti a svolgere lo stesso stage presso un’altra impresa abilitata, con evidenti impedimenti e difficoltà anche sotto il profilo operativo; costringere ad un periodo di stage presso altra impresa, infatti, potrebbe generare problemi pratici di svolgimento per resistenze possibili di coloro che dovrebbero ospitare gli stagisti, verso nuovi ingressi nel mercato.
  3. Possibilità di accesso ai requisiti a personale e collaboratori familiari che, pur non ricoprendo il ruolo di responsabile tecnico, hanno maturato negli anni esperienza assimilabile (e documentabile) a quella prevista dai requisiti di qualificazione, affiancando il titolare e/o il familiare nell’impresa. Questo favorirebbe l’operatività delle imprese del settore e agevolerebbe altresì il ricambio generazionale nelle famiglie artigiane, permettendo ai collaboratori più esperti di avviare una nuova attività qualora lo volessero. 
La materia continuerà ad essere seguita con la massima attenzione dalla categoria, affinché si possa ottenere il pieno recepimento delle nostre istanze.
 
 

SCARICA IL TESTO DELL’ACCORDO DELLA CONFERENZA PERMANENTE “STATO REGIONI” - Rep. Atti n. 124/CSR del 12.7.2018

PROBLEMATICHE ISPETTORE CENTRO DI REVISIONE. ATTIVITA' CONFARTIGIANATO AUTORIPARAZIONE

pubblicato 6 ago 2018, 02:33 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 6 ago 2018, 08:49 ]


Giovedì 2 agosto è stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato l'emendamento, promosso da Confartigianato Autoriparazione nell'ambito del D.L. "Proroga termini", per risolvere le problematiche relative alla figura dell'ispettore del centro di revisione.

Il testo del documento approvato prevede che, fino alla completa attuazione delle norme di cui all'articolo 13 del Decreto del Ministero Infrastrutture e Trasporti n. 214 del 19-5-2017 (nuovi requisiti minimi di competenza e formazione dell’ispettore, nuovi percorsi formativi e blocco delle autorizzazioni al 20.5.2018), continuino ad applicarsi le norme attualmente vigenti in materia di responsabile tecnico del centro di revisione. Ciò al fine di superare i gravi disagi dei centri che hanno oggettive difficoltà a reperire nuovi ispettori, in caso di necessità, per poter continuare ad operare e che rischiano di vedere paralizzata la propria attività e di non poter assicurare la continuità del servizio a cui devono assolvere per conto dello Stato, su cui poggia la sicurezza degli automobilisti.

Nell’intervento, a sostegno della richiesta di proroga, è stato evidenziato l’ulteriore fattore che va ad aggravare la situazione dei centri revisione e cioè il fatto che il Decreto n. 214, di recepimento della Direttiva 2014/45/UE, ha anche abolito la figura dell’ispettore supplente, poiché non più contemperato dalla stessa Direttiva, al quale si poteva precedentemente ricorrere per ovviare a situazioni di emergenza e di carenze operative.

Questa approvazione rappresenta un primo risultato positivo che auspichiamo possa trovare conferma nei successivi passaggi del provvedimento, sui quali, ovviamente, vi terremo informati. Questa approvazione rappresenta un primo risultato positivo che auspichiamo possa trovare conferma nei successivi passaggi del provvedimento e favorire l’approvazione definitiva della nostra proposta

 

Questa approvazione rappresenta un primo risultato positivo che auspichiamo possa trovare conferma nei successivi passaggi del provvedimento e favorire l’approvazione definitiva della nostra proposta

AUTO SICURA: I CONSIGLI PER NON RESTARE A PIEDI DURANTE LE VACANZE

pubblicato 3 ago 2018, 02:27 da Edi Barbazza

“Occhio all'olio, pressione gomme, batteria, livello liquidi ma soprattutto all'assicurazione e alla data di scadenza della revisione e tutti i documenti, patente compresa”. Estate, tempo di vacanze e viaggi, ma anche di costose sorprese se si parte in auto e poi c'è qualcosa che non va. 
Per aiutare gli automobilisti a non rovinarsi le vacanze con l'auto carica di bagagli che resta in panne in piena autostrada, Gianluigi Buosi, presidente dei meccatronici di  Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, oltre 450 imprese,  suggerisce una serie minima di controlli da fare. Controlli utilissimi, che andrebbe bene fossero fatti sempre da un meccanico esperto e che possono evitare problemi e, soprattutto, di dover andare in emergenza nella prima officina che capita, con il relativo rischio salasso. 
“Per prima cosa bisogna verificare d'essere coperti dalla revisione ministeriale, che scade a quattro anni dalla immatricolazione e poi va rinnovata ogni due anni – spiega Buosi- Senza revisione si rischia una multa di 170 euro e il fermo della vettura se a un secondo controllo la revisione risultasse ancora non compiuta. Lo stesso vale per l'assicurazione, e attenzione perché non si sfugge: oggi i controlli vengono fatti anche in automatico attraverso le telecamere di sicurezza che sono sulle strade. Occhio alle gomme: lo pneumatico è uno dei componenti più critici dell'automobile. Controllate lo stato della ruota di scorta, ma soprattutto delle ruote montate, che non devono essere troppo consumate, presentare segni di taglio, rigonfiamento oppure usura ai lati né mostrare particolari danni alla carcassa”. 
Un controllo a spazzole tergicristallo per una buona visione in caso di piaggia, a freni, frizione e cinghia di trasmissione può evitare altri guai. Se i freni non sono in efficienza correre subito in officina, e occhio alla cinghia di trasmissione, farla cambiare subito se è usurata: se questa cinghia si dovesse rompere si rischiano danni a tutto il motore. 
“Altro controllo standard – prosegue Buosi – è quello dei liquidi di motore, cambio e freni che vanno controllati costantemente, così come il livello del liquido di raffreddamento motore, ricordando che oli e liquidi di raffreddamento devono essere smaltiti secondo le norme di smaltimento rifiuti e non versandoli nei tombini o abbandonando batterie e pneumatici ai bordi delle strade. Attenzione a eventuali trafilature o perdite di liquidi e far rabboccare immediatamente facendo attenzione a non mischiare oli o liquidi (in questo caso si vede dal colore) incompatibili tra di loro, per questo è consigliabile andare sempre nell'officina di fiducia. Rimane buona norma poi, quella di controllare sia lo stato delle lampadine sia dei fusibili e, soprattutto, si ricompleti il kit di emergenza con lampadine e fusibili, se magari durante l'anno sono stati usati come ricambi”. 
Una verifica anche alle predisposizioni di sicurezza non fa male. Controllare quindi non solo il kit obbligatorio con triangolo e gilet catarifrangenti, ma munirsi di una torcia a batterie, di cavi per ricaricare le batterie e se l'auto è datata di un po' d'olio per il motore e liquido di raffreddamento per eventuali rabbocchi da fare a motore freddo dopo lunghi viaggi. E … buone vacanze!

9 LUGLIO 2018. COME AVERE GIOVANI MOTIVATI IN AUTOFFICINA/CARROZZERIA - INCONTRO CON I.I.S. GIORGI-FERMI

pubblicato 26 giu 2018, 03:41 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 2 lug 2018, 01:15 ]


Si terrà lunedì 9 luglio p.v. alle ore 20.00 presso la sala riunioni di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana Piazza delle Istituzioni 34/A a Treviso, un incontro per la presentazione delle opportunità per le imprese dell’autoriparazione assicurate dal contratto di Apprendistato Duale, organizzato in collaborazione con l'Istituto Superiore Giorgi-Fermi di Treviso.

L'iniziativa è una concreta opportunità offerta a meccatronici e carrozzieri per alimentare negli studenti la propensione ad entrare nel settore autoriparazione e conoscere i vantaggi dell'apprendistato duale.

L'Apprendistato Duale consente di accompagnare gli studenti al conseguimento del titolo di studio alternando ore di lezione in aula e ore di lavoro presso l'impresa, anche in periodi e orari diversi da quelli curricolari, dando l'opportunità agli autoriparatori di investire nella preparazione di giovani da introdurre nella loro azienda con un costo del lavoro competitivo, favorito anche da specifici sgravi, incentivi di leggi e rimborsi del nostro Ente Bilaterale EBAV.

Nel corso della serata saranno fornite informazione anche sull'Alternanza Scuola Lavoro.

Nell'occasione, i meccatronici e carrozzieri presenti potranno manifestare ai referenti dell'Istituto Superiore Giorgi-Fermi l'interesse ad ospitare studenti nella propria autofficina/carrozzeria, nel corso dell'intero anno scolastico 2018/2019.

Confermate la  vostra partecipazione compilando questo modulo online.


COLONNINE PER LA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE, PARTE IL PIANO DA 72 MILIONI DI EURO

pubblicato 25 giu 2018, 03:11 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 3 lug 2018, 01:51 ]


Il programma per l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, pensato per favorire la mobilità sostenibile,  si avvia concretamente con la pubblicazione nella G.U. n° 141 del 20 giugno 2018 dell’ACCORDO DI PROGRAMMA del Ministero delle Infrastrutture e Regioni, adottato sulla base delle indicazioni fornite lo scorso anno dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe).
 
L’importo totale dei piani regionali di intervento è pari 72,2 milioni di euro. I fondi per il cofinanziamento del Ministero delle Infrastrutture sono pari a 27,7 milioni di euro.
I contributi previsti per la Regione Veneto ammontano a 2.050.025,12 euro.
 
Le Risorse saranno erogate alle Regioni e alle Province Autonome che le utilizzeranno per la realizzazione del PIANO NAZIONALE INFRASTRUTTURALE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI, adottato con il Dpcm 26 settembre 2014, che ha attuato alcuni contenuti nell’art. 17 septies del DECRETO SVILUPPO (L. 134/2012).
Regioni e Province Autonome potranno poi coinvolgere altri Enti locali o soggetti privati per la realizzazione degli interventi.
 
Nella Regione Veneto le procedure per la definizione dell’accordo di programma sono state avviate con l’approvazione della Delibera 362 del 24.3.16, pubblicata nel BUR n° 30 del 1.4.2016.
I comuni in provincia di Treviso ammessi sono: Motta di Livenza, Trevignano, Zero Branco, Crocetta del Montello, Vittorio Veneto, Preganziol, Montebelluna, Conegliano, Cornuda e Spresiano.
 
L’accordo ammette a finanziamento le seguenti voci:
  • redazione del programma della mobilità elettrica;
  • progettazione dei siti di ricarica;
  • acquisto e installazione degli impianti (comprensivo delle opere necessarie alla messa in opera);
  • campagna di comunicazione mirata all’informazione all’utenza sul servizio offerto. Il valore complessivo dell’acquisto e installazione non può essere inferiore al 70% del valore complessivo del progetto.
I progetti presentati da Regioni e Province Autonome devono garantire che la quota di cofinanziamento legata dell’intero intervento sia:
  • uguale o minore al 35% del valore del progetto per le azioni legate allo sviluppo di impianti che utilizzano una ricarica di tipo lenta/accelerata (gli impianti di ricarica devono garantire che almeno una presa garantisca l’erogazione di una potenza di 22 kW ovvero che l’unica presa garantisca l’erogazione di una potenza di 22 kW);
  • uguale o minore al 50% del valore del progetto per le azioni legate allo sviluppo di impianti che utilizzano una ricarica di tipo veloce o per la ricarica di tipo domestica.
I progetti devono inoltre garantire l’interoperabilità dei punti di ricarica.
 
 
 
COLONNINE DI RICARICA E NORME UE SULL’EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI
 
Il tema delle colonnine di ricarica per le auto elettriche è trattato anche nella DIRETTIVA 2018/844/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia. In base alla nuova norma europea, le colonnine di ricarica dovranno essere installate in tutti i nuovi edifici residenziali , e in quelli sottoposti a ristrutturazioni rilevanti con più di 10 posti auto. Le stesse regole valgono anche per gli edifici non residenziali.  
In Italia, in base a quanto previsto dal D. Lgs. 257/2016, il titolo abilitativo per i nuovi edifici è vincolato alla predisposizione di punti di ricarica in tutti gli edifici di nuova costruzione; tale obbligo riguarda non solo gli edifici non residenziali aventi una superficie utile superiore a 500 metri quadrati con relativi interventi di ristrutturazione profonda, ma anche quegli edifici residenziali con almeno 10 unità abitative e i loro eventuali interventi di ristrutturazione profonda.
 


NORMATIVA CORRELATA:
 

CHIARIMENTI SULLE NUOVE REGOLE PROFESSIONALI PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' DI AUTORIPARAZIONE

pubblicato 22 giu 2018, 07:55 da Giancarlo Milanese   [ aggiornato in data 6 ago 2018, 02:22 ]

 
La Circolare MISE 3706/C del 23 maggio 2018 ha fornito le seguenti prime indicazioni sulla corretta applicazione delle modifiche alla Legge 224/2012 in materia di autoriparazione, introdotte dalla Legge di Bilancio 2018:
  • Il responsabile over 55 alla data del 5 gennaio 2013 con abilitazione limitata al settore meccanico motoristico o elettrauto, qualora le norme in materia pensionistica consentano la prosecuzione dell'attività anche dopo l'ottenimento della pensione, avrà a disposizione dieci anni di tempo, a partire dal 5 gennaio 2013, per effettuare il corso integrativo da 40 ore;
  • In merito alle imprese abilitate ai soli settori della meccanica motoristica ed elettrauto, iscritte al Registro Imprese o all'Albo Artigiani dopo l'entrata in vigore della Legge 224/2012, si specifica che non possono usufruire della proroga da cinque a dieci anni per la prevista regolarizzazione in meccatronica. Ne consegue che per le aziende che non si sono regolarizzate entro il 4 gennaio 2018 si prospetta la cancellazione dai registri, salvo casi eccezionali;
  • Tutta la normativa in questione (L. 122/1992 e L. 224/2012) trova applicazione anche per le aziende operanti su motoveicoli; conseguentemente, anche per questi veicoli va considerata la tripartizione dell'attività (meccatronica, gommista, carrozzeria);
  • In relazione all’estensione delle abilitazioni per i soggetti operanti alla data di entrata in vigore della Legge 224/2012, previa frequenza ai corsi previsti da parte del responsabile tecnico, viene specificato che la legge si applica anche alle imprese iscritte alla data di entrata in vigore della Legge 224 che nel frattempo hanno cambiato responsabile tecnico e alle imprese sorte dopo tale data per effetto di fusioni, scissioni, conferimenti o trasformazioni, purché il responsabile tecnico sia rimasto immutato.
  • Rispetto ai corsi formativi previsti dall'art. 2, comma 1 bis, si specifica che si tratta dei corsi "nuovi" che saranno attivati entro il 1° luglio 2018, in base a quanto stabilito dall'accordo Stato-Regioni.
Di seguito, in sintesi, si riportano, inoltre,  i pareri recentemente condivisi dalla CRA, Commissione regionale per l’Artigianato del Veneto, in riferimento ai quesiti posti dalla Federazione regionale autoriparatori di Confartigianato Imprese Veneto. I pareri sono stati inviati formalmente alla Commissione congiunta MISE MIUR che si è svolta il 29 maggio u.s. per una discussione sul merito:
  • L’avvio dell’attività di meccatronica “limitatamente alla meccanica motoristica” oppure “limitatamente ad elettrauto” non può essere ancora consentito, in quanto la proroga in essere riguarda solo l’ipotesi di continuazione delle attività di meccanica-motoristica e/o elettrauto di cui alla novellata Legge 122/1994. L’apertura di un’attività di meccatronica “limitatamente alla meccanica motoristica” oppure “limitatamente ad elettrauto” oltre l’entrata in vigore della citata legge costituisce un’elusione dell’obbligo del possesso dei requisiti tecnico professionali in previsti nella nuova Legge 224/2012;
  • In riferimento a quanto previsto nella circolare MISE 3659/C del 11 marzo 2013, permane ancora sia per i meccanici motoristi che per gli elettrauto, la possibilità di riconoscimento dell’esperienza necessaria per lo svolgimento dell’attività di meccatronica, qualora dimostrino di aver operato nei c.d. “sistemi complessi, ma solo fino alla entrata in vigore della legge citata;
  • In relazione alle sanzioni previste dal comma 3 del citato art. 10 della Legge 122/92, viene posto in evidenza che un meccanico motorista nell’esercizio della propria attività può incorrere in tali sanzioni, qualora venga dimostrato che esercita attività di meccatronico eseguendo interventi sui sistemi complessi come citati nella circolare MISE 3659/C “in forma non strumentale ed accessoria”. Si ribadisce, infatti, che la proroga concessa nella legge in oggetto non costituisce una legittimazione dell’esercizio dell’attività di meccatronico da parte di chi non ne ha i requisiti, ma la mera dilazione di un termine per regolarizzare la propria posizione aziendale, che deve essere comunque aggiornata con i corsi previsti.

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