Blog Agroalimentare

CORONAVIRUS - CONSEGNE A DOMICILIO: PRECISAZIONI

pubblicato 30 mar 2020, 02:45 da Edi Barbazza


Si rende noto che la Regione Veneto ha precisato che per l'attività di consegna a domicilio di prodotti alimentare, le imprese del settore non dovranno procedere ad alcun nuovo adempimento. 

La circolare regionale in particolare chiarisce che le aziende che intendono effettuare servizio di confezionamento e consegna a domicilio, come previsto dall'art. 1 comma 2 del DPCM 11 marzo 2020, non dovranno effettuare nessuna ulteriore notifica sanitaria, né comunicazione a mezzo SUAP, per l'aggiornamento della propria registrazione, in quanto tale attività risulta già ricompresa tra le possibili mansioni svolte dagli operatori del settore alimentare già registrati per attività di ristorazione per commercio di alimenti e bevande.

Le imprese dovranno invece provvedere ad aggiornare le procedure di autocontrollo secondo quanto stabilito dal Regolamento 852/2004 al fine di garantire la protezione degli alimenti dalla contaminazione ed il mantenimento delle temperature di conservazione (caldo e freddo).

CORONAVIRUS - DISPOSIZIONI REGIONE ANTI ASSEMBRAMENTO

pubblicato 20 mar 2020, 11:11 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 20 mar 2020, 11:25 ]

Si comunica che l'ordinanza del Presidente della Giunta regionale del Veneto n. 33 del 20 marzo 2020, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da virus COVID-19 - Disposizioni per il contrasto dell‘assembramento di persone, non contiene disposizioni relative all’attività di consegna a domicilio di cibo e bevande come disposto dal DPCM dello scorso 11 marzo (consulta cliccando qui)

Pertanto si evidenzia che tale modalità rimane ammessa in tutti i giorni della settimana, domenica inclusa, comunque nel rispetto delle misure igienico-sanitarie contenute nell’allegato 1 al DPCM 8 marzo 2020.

CORONAVIRUS - CRISI DEI CASEIFICI

pubblicato 17 mar 2020, 03:06 da Edi Barbazza


Gli interventi legislativi finalizzati al contenimento del contagio da corona virus hanno bloccato la domanda di prodotti caseari, soprattutto sul segmento dei freschi, mettendo in crisi i piccoli caseifici che a loro volta non possono più garantire il ritiro del latte dagli allevatori i quali si trovano in casa un prodotto alimentare ad altissima deperibilità. Alcuni canali di mercato ora non ci sono più. Tutte le attività di ristorazione che non garantiscono il servizio a domicilio (pizzerie, gastronomie, bar, pasticcerie, ecc.) sono infatti sospese e quindi hanno blocco le forniture, i supermercati aperti di domenica danno la possibilità ai clienti di organizzarsi in una sorta di normalità con “l’uscita domenicale” per la spesa alimentare a scapito dei piccoli negozi che sono i partner commerciali dei caseifici artigiani. Il crollo del turismo è un ulteriore fenomeno che ha prodotto effetti molto pesanti sul settore. 

Tutto questo mette in ginocchio le piccole imprese che sono essenziali per mantenere il legame con la storia, la cultura e l’identità locale e con i loro prodotti mantengono viva la storia e le tradizioni di un luogo, di un territorio. 

“Le reti locali nate spontaneamente tra piccoli operatori agricoli e caseifici artigianali - spiega Renzo Bettiol, presidente provinciale comunità caseifici e regionale del mestiere- hanno generato un circolo virtuoso capace di remunerare gli allevatori anche in funzione della capacità di produrre reddito che deriva dalla vendita dei prodotti caseari. Si tratta di piccole filiere locali che portano sicuramente vantaggio all’intera economia dell’area, garantendo il presidio del territorio rallentando anche lo spopolamento delle nostre campagne. E’ un patrimonio che deve essere salvaguardato e sostenuto per garantire la continuità delle attività lungo tutta la filiera. In questo momento se una stalla o un caseificio chiude non riapre più”.

Privilegiare il latte veneto  - L'invito è quello di sostenere la produzione di latte Veneto facendo in modo che le aziende del settore, soprattutto per i formaggi stagionati, sostituiscano le forniture di latte estero con il latte proveniente dagli allevamenti del nostro territorio. 

Siero - La difficoltà per lo smaltimento del siero può rappresentare una criticità capace di indurre alla riduzione della produzione di formaggio, va quindi incentivata la valorizzazione energetica del siero negli impianti di biogas.

E' MANCATO ANDREA MARIN

pubblicato 30 lug 2019, 01:47 da Edi Barbazza



Si è spento ieri Andrea Marin, imprenditore coneglianese del settore dolciario, dirigente associativo impegnato, animatore e organizzatore della rassegna Cioccolato di Marca nella quale metteva a disposizione del pubblico le sue conoscenze per svelare  i segreti del cibo degli dei  e accompagnava i visitatori in viaggi esperienziali inediti per il palato, alla scoperta di esclusivi abbinamenti.

Da anni guidava la comunità dei produttori dolciario. Passione, entusiasmo, determinazione, ricerca e attenzione alla qualità  le cifre del suo agire alle quali si sommava un’attenzione ai giovani talenti, ai ragazzi desiderosi di avvicinarsi alla professione. 

Instancabile nel suo ruolo di referente dei pasticceri, gelatieri e cioccolatieri di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha sempre partecipato e concorso a realizzare eventi finalizzati alla valorizzazione della professionalità e della creatività dei maestri del settore. Fin da piccolo ha frequentato il laboratorio del nonno Alberico, dove ha appreso i primi segreti della gelateria e della pasticceria per continuare, e dopo aver maturato molteplici esperienze, ha costituito il suo laboratorio.

L’Associazione non  può che plaudire alla generosità con la quale ha messo a disposizione del sistema il suo talento, le sua professionalità e il suo stile.

Il funerale si terrà venerdì 2 agosto alle 16, nella chiesa di san Rocco a Conegliano.

RESPONSABILITA' DELL'OPERATORE ALIMENTARE

pubblicato 12 giu 2019, 08:47 da Edi Barbazza

La comunicazione diramata dalla Direzione Prevenzione e Sicurezza Alimentare della Regione Veneto, avente ad oggetto "Responsabilità dell'operatore del settore alimentare di uno stabilimento riconosciuto" precisa che il  rappresentante legale dell'azienda si assume tutti gli oneri relativi all'applicazione della normativa nazionale e comunitaria sulla sicurezza alimentare.

In allegato la nota indirizzata prevalentemente agli operatori del settore ittico, che fornisce importanti indicazioni circa i requisisti in materia di igiene degli alimenti valevoli per tutte le attività del comparto obbligate al rispetto del regolamento 853/2004 (norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale).

PRODOTTI ITTICI: NUOVE MODALITA' DI ETICHETTATURA

pubblicato 6 mag 2019, 03:20 da Edi Barbazza

Nuove indicazioni per la corretta etichettatura dei prodotti ittici sono state rese note dall'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione delle Frodi dei Prodotti Alimentari (ICQRF), tramite una nota datata 28 marzo 2019, di seguito allegata. 
L'esigenza di chiarimenti deriva dalla prassi diffusa di commercializzare sul mercato nazionale prodotti ittici congelati/surgelati con glassatura (ghiaccio di “copertura”), anche verso collettività (ristoranti, ecc.), con indicazione in etichetta del doppio peso (peso netto e peso lordo complessivo della glassatura) e con l'indicazione del prezzo stabilito in base al peso comprensivo della glassa.
Quest'ultima fattispecie risulta essere in contrasto con le previsioni di cui all’Allegato IX, punto 5, del Regolamento n. 1169/20111, del D. Lgs. 206/2005 (Codice del consumo), in particolare dell’art. 15, comma 3 (Modalità di indicazione del prezzo per unità di misura) e dell’art. 3 della L. 441/81 (Vendita a peso netto delle merci).

L'ICQRF ha quindi ritenuto utile precisare che:
1. non è consentito indicare il doppio peso nemmeno a livello volontario per gli alimenti glassati preimballati destinati al consumatore finale e alle collettività ;
2. l’indicazione del prezzo per unità di vendita deve essere riferito al solo peso netto senza glassatura;
3. per quanto riguarda le relazioni fra fornitori (B2B) è consentito il mantenimento del doppio peso, a titolo informativo o per altri scopi.

Considerata l’attuale prassi della doppia indicazione del peso è previsto un periodo transitorio,  che scadrà il 27 marzo 2020, durante il quale si potranno smaltire le etichette già ordinate.

STOP AL PANE SURGELATO VENDUTO PER FRESCO

pubblicato 10 gen 2019, 01:53 da Edi Barbazza

Una norma nazionale tutela i 1500 fornai del Veneto  di cui 280 trevigiani. I consumatori possono scegliere tra l’ottimo prodotto artigiano e quello proveniente da altre nazioni europee.

Una norma, quella entrata in vigore il 19 dicembre 2018, che valorizza e riqualifica il pane fresco, grazie alla quale i panificatori saranno tutelati, così come le loro produzioni artigianali, definitivamente distinte da quelle precotte, surgelate ed estere”. 

Il regolamento che disciplina le denominazioni di panificio, pane fresco e dell’adozione della dicitura “pane conservato” (decreto interministeriale n.131), è stato chiesto a gran voce dai panificatori veneti. 
In Veneto negli ultimi 5 anni sono calati di 95 unità i veri “forni” artigiani. La qualità li ha in parte salvaguardati ma, con il calo dei consumi ed il boom dell’import di prodotti semilavorati e congelati dall’Est Europa +79% solo nel 2017 e +433% dal 2012, senza una norma che distingua il pane fresco da quello precotto, i forni dalle rivendite,si rischiava di perdere una fetta importante del nostro patrimonio di sapienza nella panificazione.
Nel 2017 in Veneto (ed in Italia) è letteralmente esploso l’import di prodotti da forno e farinacei dall’Est Europa (Ungheria, Slovenia, Polonia Repubblica Ceca Slovacchia e Romania). Si è passati dai 9milioni di euro del 2016 agli oltre 16 milioni del 2017. Un fenomeno che si lega, e spiega, al boom della produzione di “pane appena sfornato” da parte soprattutto della grande distribuzione.
Se l’import aumenta, il numero di panificatori artigiani veneti diminuisce (-2,6% rispetto a fine 2017).

Oggi lavorano in Veneto 1.538 imprese, la maggior parte delle quali sono forni che producono pane fresco (1.449). Venezia è la provincia con il numero maggiore di imprese di panificazione 329. Rovigo, Treviso e Verona sono le province dove si è concentrata maggiormente la riduzione di imprese negli ultimi anni (rispettivamente -9,4%, -9,1% e -10,3% rispetto al 2014). Il calo ha interessato anche le altre province venete, in misura inferiore. 
La spesa media mensile delle famiglie nordestine per prodotti alimentari è tornata a crescere negli ultimi quattro anni, raggiungendo quota 413 euro. Pure quella specifica per pane e cereali è cresciuta del 3,3% passando da 75,4 euro a 77,9 euro. Dato questo però da imputare più alla crescita dei prezzi ed alla ricerca di pani più ricercati e quindi più costosi che ad un aumento delle quantità di prodotto. Nel Nordest si spendono oltre 24 milioni all’anno in prodotti alimentari e 4,6 milioni per pane e grissini.



In base alle nuove disposizioni, che portano un po’ di chiarezza nel settore della panificazione, il termine “panificio” indica l’impresa che, con i suoi impianti, svolge l’intero ciclo di produzione, dalla lavorazione delle materie prime fino alla cottura finale. Da qui anche l’introduzione della definizione di “pane fresco”, specificandone il significato: il pane ottenuto secondo un processo di produzione continuo, senza che vi siano interruzioni per il congelamento o la surgelazione, fatta eccezione per il rallentamento del processo di lievitazione, senza l’utilizzo di additivi o altri trattamenti conservanti.
Per “pane conservato o a durabilità prolungata” si intende invece il pane non pre-imballato per il quale il processo produttivo prevede un metodo di conservazione ulteriore rispetto a quelli sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa nazionale e dell’Ue. Proprio la normativa Ue, in un’ottica di trasparenza nei confronti del consumatore, prevede che per questa tipologia di pane, nel momento della vendita, debba essere fornita un’informazione adeguata sul metodo di conservazione utilizzato nel processo produttivo, nonché sulle modalità per la sua conservazione e il consumo.



IL VALORE DELLA FOOD ECONOMY

pubblicato 10 gen 2019, 01:42 da Edi Barbazza

Vola l’economia dei consumi tipici natalizi: 376 prodotti d’eccellenza, 6.666 imprese venete di cui 1194 trevigiane, più di 13mila dipendenti in regione di cui 2500 made in Treviso e 1.138 milioni di € di acquisti solo a dicembre. 

376 prodotti agroalimentari tradizionali, 32 eccellenze a marchio europeo, 6.666 imprese artigiane venete alimentari di cui 1.194 trevigiane, oltre 13.000 dipendenti nel territorio regionale di cui 2500 made in Treviso, e, nel solo mese di dicembre, quasi 1.138 milioni di euro di spesa delle famiglie (6° regione per spesa “natalizia”). Sono questi i numeri principali dell’immenso “giacimento” della food economy artigiana targata Veneto che, soprattutto sotto le festività di Natale, registra sostanziose crescite di produzioni e vendite.
L’analisi è dell’Ufficio Studi di Confartigianato che ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF, su imprese e produzioni alimentari e consumi delle famiglie.

Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa anche dei consumatori veneti, tanto che a dicembre il valore delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari e bevande supera del 19,8% la media mensile annua. In Veneto il 95,4% della spesa riguarda prodotti alimentari e bevande analcoliche e il restante 4,6% le bevande alcoliche. I prodotti artigianali più acquistati sono formaggi e latticini (6,1% della spesa), salumi (4,9%), pane (4,8%) e altri prodotti di panetteria e pasticceria, che comprendono i dolci da ricorrenza (4,2%), prodotti in cui manualità e tipicità rappresentano importanti fattori di qualità.

Negli ultimi 12 mesi (da settembre 2017 a stesso mese 2018) per il Veneto l’export di prodotti alimentari e bevande è valso 5.744 milioni di euro. Gli ultimi dati relativi ai primi 6 mesi del 2018 indicano un export che pesa il 16,7% delle esportazioni delle eccellenze del food made in Italy e cresce di +0,4% su base annua. I primi 10 Paesi di destinazione pesano per il 68,7% (Germania (18,6%), Stati Uniti (10,8%), Regno Unito (10,8%), Francia (8,5%), Austria (4,8%) e Svizzera (3,6%).
Nei primi sei mesi del 2018 le prime sette province italiane – ognuna con export superiore a 500 milioni di euro - concentrano un terzo (33,6%) delle esportazioni del settore Alimentare e bevande: al primo posto si posiziona Verona (7,0% del totale), seguita da Cuneo (6,7%), Parma (4,6%), Milano (4,3%), Modena (3,9%) e Treviso e Salerno (entrambe con il 3,6%). 
Considerando le principali trentatré province che presentano una quota dell’export del settore Alimentare e bevande superiore all'1%, si osservano crescite tendenziali più che doppie rispetto alla media nazionale del 2,5% in dodici province: Piacenza6 (+50,0%), Asti (+19,6%), Perugia (+11,6%), Cuneo (+10,5%), Ravenna (+9,4%), Treviso (+9,1%), Pavia (+7,9%), Milano e Novara (entrambe a +6,9%), Como (+5,8%), Torino (+5,7%) e Lodi (+5,3%).




In sedici province la propensione all’export del settore è almeno il doppio della media e nel dettaglio si tratta di Cuneo (15,97%), Parma (10,93%), Verona (9,37%), Asti (8,27%), Lodi (7,87%), Salerno (6,51%), Cremona (6,37%), Siena (6,08%), Mantova (5,91%), Modena (5,80%), Vercelli (5,27%), Alessandria (5,06%), Treviso (5,04%), Ravenna (4,84%) Novara e Avellino (entrambe con il 4,74%).



Ricordando che l’Alimentare rappresenta i tre quarti (75,3%) dell’export del settore ed il restante 24,7% è rappresentato dalle Bevande e considerando le principali province con almeno l’1% dell’export totale di alimentare e bevande si rilevano per l’Alimentare le più alte incidenze a Salerno (99,4% del totale), Parma (99,2%), Lodi (98,9%), Novara (97,4%), Modena (96,9%), Piacenza (96,6%), Napoli (96,4%), Cremona (95,1%), Perugia (93,9%), Pavia (93,1%), Mantova (92,4%), Como (89,1%), Reggio Emilia (87,1%), Bari (85,0%), Bologna (83,8%), Varese (82,8%), Ravenna (81,6%) e Milano (80,1%); la maggiore vocazione all’export di Bevande interessa Asti (78,5% del totale), Siena (73,9%), Venezia (61,6%), Provincia Autonoma di Trento (59,9%), Treviso (59,2%), Firenze (51,8%), Bergamo (50,6%), Alessandria (41,3%), Cuneo (40,5%) e Verona (39,7%).

In Veneto si stima, per dicembre, una spesa delle famiglie in prodotti alimentari e bevande di 1.138 milioni di euro, più alta di 188 milioni rispetto al consumo medio mensile. A Treviso di 198 milioni. Nella nostra regione una fetta consistente della spesa alimentare è intercettabile dalle imprese artigiane. Si stima che in Veneto vengono spesi circa 510 milioni di euro, di cui 89 nel trevigiano per prodotti da forno, salumi, latticini, formaggi, olio di oliva, dolci, gelati, condimenti e alcolici prodotti da artigiani. 
Al 30 settembre 2018 il settore dell'artigianato alimentare in Veneto conta 6.666 unità, pari al 7,5% delle 88.961 imprese del settore dislocate su tutto il territorio nazionale, in calo dell’1,1% su base annua ed in salita dello 0,5% nel corso degli ultimi 5 (III trimestre 2013-III trimestre 2018).
Nella Marca le imprese sono 1194 nello stesso periodo. Hanno registrato un calo impercettibile dello 0.3% rispetto al 2017 e in contrazione rispetto all’ultimo lustro dello 0.8.



Le eccellenze del food made in Veneto 
Al 21 novembre 2018 la nostra regione conta 32 prodotti agroalimentari di qualità a denominazione di origine e a indicazione geografica. Nel dettaglio in Veneto si contano 15 DOP -Denominazione di origine protetta e 17 IGP -Indicazione geografica protetta. Al 13 marzo 2018 sono inoltre censiti in Veneto 376 prodotti agroalimentari tradizionali, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo, che rappresentano il 7,4% dei 5.056 prodotti conteggiati su tutta la penisola.

CENA DI GUSTO

pubblicato 30 nov 2018, 07:47 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 30 nov 2018, 08:34 ]


I birrai indipendenti di Confartigianato Imprese Veneto tra i protagonisti della 111° Antica Mostra del radicchio rosso di Treviso IGP*.

La rassegna, che si svolgerà dal 7 al 9 dicembre in Piazza Borsa a Treviso, nei locali della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, sarà anticipata giovedì 6 dicembre dall'evento "CENA DI GUSTO - 5 piatti e 5 birre" .

A partire dalle ore 19.30 nel salone della Borsa dell'ente camerale trevigiano,  l'Istituto alberghiero Maffioli proporrà un menù che valorizzerà le eccellenze alimentari del nostro territorio accompagnandole con una selezione di birre artigianali proposta dai maestri birrai.

I proventi raccolti saranno devoluti alla Città della Speranza, a sostegno di progetti di ricerca.

Il costo è di 30euro a persona. 
Per prenotare la propria partecipazione contattare il n. 3453164319 o inviare una mail all'indirizzo cenadigusto@gmail.com




*Il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco organizza per la 111^ edizione la Mostra che prevede una molteplicità di appuntamenti per promuovere e valorizzare il Radicchio.
Nel cuore di Treviso sarà possibile ammirare e degustare il Radicchio Rosso di Treviso IGP.
Domenica 9 dicembre alle ore 9.30 sarà possibile prendere parte all’escursione Passeggiare nella storia.

CIOCCOLATO DI MARCA 2018

pubblicato 5 nov 2018, 01:56 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 5 nov 2018, 02:05 ]


Al via la tre giorni dedicata al cibo degli dei, il cioccolato.

Dal pomeriggio di venerdì 16 alla sera di domenica 18 novembre in Piazza dei Signori a Treviso i maestri cioccolatieri di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana proporranno a grandi e piccini le loro golose, ricercate creazioni. 

Cioccolato di Marca, giunta alla 19° edizione, promuoverà la cultura del cioccolato valorizzando il percorso che porta alla realizzazione del prodotto finale, dalla fava alla pralina: un’esperienza che stimolerà i sensi.

Tra assaggi, degustazioni, laboratori saranno tanti gli appuntamenti da non perdere.

Al fianco dei maestri artigiani, i giovani studenti degli istituti Dieffe – Officina della ristorazione di Valdobbiadene, Engim Veneto- Brandolini Rota di Oderzo e CFP Lepido Rocco di Lancenigo, che in un apposito stand daranno prova delle loro abilità. 

Ai più piccoli sarà proposto un percorso didattico alla scoperta del cioccolato. 

Il taglio del nastro, con la partecipazione delle autorità cittadine, è fissato per le ore 11.30 di sabato 17 novembre.
Gli stand saranno aperti dalle ore 16.00 di venerdì 16 sino alle 20.00 di domenica 18 novembre.


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