Blog Agroalimentare

PRODOTTI ITTICI: NUOVE MODALITA' DI ETICHETTATURA

pubblicato 6 mag 2019, 03:20 da Edi Barbazza

Nuove indicazioni per la corretta etichettatura dei prodotti ittici sono state rese note dall'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione delle Frodi dei Prodotti Alimentari (ICQRF), tramite una nota datata 28 marzo 2019, di seguito allegata. 
L'esigenza di chiarimenti deriva dalla prassi diffusa di commercializzare sul mercato nazionale prodotti ittici congelati/surgelati con glassatura (ghiaccio di “copertura”), anche verso collettività (ristoranti, ecc.), con indicazione in etichetta del doppio peso (peso netto e peso lordo complessivo della glassatura) e con l'indicazione del prezzo stabilito in base al peso comprensivo della glassa.
Quest'ultima fattispecie risulta essere in contrasto con le previsioni di cui all’Allegato IX, punto 5, del Regolamento n. 1169/20111, del D. Lgs. 206/2005 (Codice del consumo), in particolare dell’art. 15, comma 3 (Modalità di indicazione del prezzo per unità di misura) e dell’art. 3 della L. 441/81 (Vendita a peso netto delle merci).

L'ICQRF ha quindi ritenuto utile precisare che:
1. non è consentito indicare il doppio peso nemmeno a livello volontario per gli alimenti glassati preimballati destinati al consumatore finale e alle collettività ;
2. l’indicazione del prezzo per unità di vendita deve essere riferito al solo peso netto senza glassatura;
3. per quanto riguarda le relazioni fra fornitori (B2B) è consentito il mantenimento del doppio peso, a titolo informativo o per altri scopi.

Considerata l’attuale prassi della doppia indicazione del peso è previsto un periodo transitorio,  che scadrà il 27 marzo 2020, durante il quale si potranno smaltire le etichette già ordinate.

STOP AL PANE SURGELATO VENDUTO PER FRESCO

pubblicato 10 gen 2019, 01:53 da Edi Barbazza

Una norma nazionale tutela i 1500 fornai del Veneto  di cui 280 trevigiani. I consumatori possono scegliere tra l’ottimo prodotto artigiano e quello proveniente da altre nazioni europee.

Una norma, quella entrata in vigore il 19 dicembre 2018, che valorizza e riqualifica il pane fresco, grazie alla quale i panificatori saranno tutelati, così come le loro produzioni artigianali, definitivamente distinte da quelle precotte, surgelate ed estere”. 

Il regolamento che disciplina le denominazioni di panificio, pane fresco e dell’adozione della dicitura “pane conservato” (decreto interministeriale n.131), è stato chiesto a gran voce dai panificatori veneti. 
In Veneto negli ultimi 5 anni sono calati di 95 unità i veri “forni” artigiani. La qualità li ha in parte salvaguardati ma, con il calo dei consumi ed il boom dell’import di prodotti semilavorati e congelati dall’Est Europa +79% solo nel 2017 e +433% dal 2012, senza una norma che distingua il pane fresco da quello precotto, i forni dalle rivendite,si rischiava di perdere una fetta importante del nostro patrimonio di sapienza nella panificazione.
Nel 2017 in Veneto (ed in Italia) è letteralmente esploso l’import di prodotti da forno e farinacei dall’Est Europa (Ungheria, Slovenia, Polonia Repubblica Ceca Slovacchia e Romania). Si è passati dai 9milioni di euro del 2016 agli oltre 16 milioni del 2017. Un fenomeno che si lega, e spiega, al boom della produzione di “pane appena sfornato” da parte soprattutto della grande distribuzione.
Se l’import aumenta, il numero di panificatori artigiani veneti diminuisce (-2,6% rispetto a fine 2017).

Oggi lavorano in Veneto 1.538 imprese, la maggior parte delle quali sono forni che producono pane fresco (1.449). Venezia è la provincia con il numero maggiore di imprese di panificazione 329. Rovigo, Treviso e Verona sono le province dove si è concentrata maggiormente la riduzione di imprese negli ultimi anni (rispettivamente -9,4%, -9,1% e -10,3% rispetto al 2014). Il calo ha interessato anche le altre province venete, in misura inferiore. 
La spesa media mensile delle famiglie nordestine per prodotti alimentari è tornata a crescere negli ultimi quattro anni, raggiungendo quota 413 euro. Pure quella specifica per pane e cereali è cresciuta del 3,3% passando da 75,4 euro a 77,9 euro. Dato questo però da imputare più alla crescita dei prezzi ed alla ricerca di pani più ricercati e quindi più costosi che ad un aumento delle quantità di prodotto. Nel Nordest si spendono oltre 24 milioni all’anno in prodotti alimentari e 4,6 milioni per pane e grissini.



In base alle nuove disposizioni, che portano un po’ di chiarezza nel settore della panificazione, il termine “panificio” indica l’impresa che, con i suoi impianti, svolge l’intero ciclo di produzione, dalla lavorazione delle materie prime fino alla cottura finale. Da qui anche l’introduzione della definizione di “pane fresco”, specificandone il significato: il pane ottenuto secondo un processo di produzione continuo, senza che vi siano interruzioni per il congelamento o la surgelazione, fatta eccezione per il rallentamento del processo di lievitazione, senza l’utilizzo di additivi o altri trattamenti conservanti.
Per “pane conservato o a durabilità prolungata” si intende invece il pane non pre-imballato per il quale il processo produttivo prevede un metodo di conservazione ulteriore rispetto a quelli sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa nazionale e dell’Ue. Proprio la normativa Ue, in un’ottica di trasparenza nei confronti del consumatore, prevede che per questa tipologia di pane, nel momento della vendita, debba essere fornita un’informazione adeguata sul metodo di conservazione utilizzato nel processo produttivo, nonché sulle modalità per la sua conservazione e il consumo.



IL VALORE DELLA FOOD ECONOMY

pubblicato 10 gen 2019, 01:42 da Edi Barbazza

Vola l’economia dei consumi tipici natalizi: 376 prodotti d’eccellenza, 6.666 imprese venete di cui 1194 trevigiane, più di 13mila dipendenti in regione di cui 2500 made in Treviso e 1.138 milioni di € di acquisti solo a dicembre. 

376 prodotti agroalimentari tradizionali, 32 eccellenze a marchio europeo, 6.666 imprese artigiane venete alimentari di cui 1.194 trevigiane, oltre 13.000 dipendenti nel territorio regionale di cui 2500 made in Treviso, e, nel solo mese di dicembre, quasi 1.138 milioni di euro di spesa delle famiglie (6° regione per spesa “natalizia”). Sono questi i numeri principali dell’immenso “giacimento” della food economy artigiana targata Veneto che, soprattutto sotto le festività di Natale, registra sostanziose crescite di produzioni e vendite.
L’analisi è dell’Ufficio Studi di Confartigianato che ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF, su imprese e produzioni alimentari e consumi delle famiglie.

Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa anche dei consumatori veneti, tanto che a dicembre il valore delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari e bevande supera del 19,8% la media mensile annua. In Veneto il 95,4% della spesa riguarda prodotti alimentari e bevande analcoliche e il restante 4,6% le bevande alcoliche. I prodotti artigianali più acquistati sono formaggi e latticini (6,1% della spesa), salumi (4,9%), pane (4,8%) e altri prodotti di panetteria e pasticceria, che comprendono i dolci da ricorrenza (4,2%), prodotti in cui manualità e tipicità rappresentano importanti fattori di qualità.

Negli ultimi 12 mesi (da settembre 2017 a stesso mese 2018) per il Veneto l’export di prodotti alimentari e bevande è valso 5.744 milioni di euro. Gli ultimi dati relativi ai primi 6 mesi del 2018 indicano un export che pesa il 16,7% delle esportazioni delle eccellenze del food made in Italy e cresce di +0,4% su base annua. I primi 10 Paesi di destinazione pesano per il 68,7% (Germania (18,6%), Stati Uniti (10,8%), Regno Unito (10,8%), Francia (8,5%), Austria (4,8%) e Svizzera (3,6%).
Nei primi sei mesi del 2018 le prime sette province italiane – ognuna con export superiore a 500 milioni di euro - concentrano un terzo (33,6%) delle esportazioni del settore Alimentare e bevande: al primo posto si posiziona Verona (7,0% del totale), seguita da Cuneo (6,7%), Parma (4,6%), Milano (4,3%), Modena (3,9%) e Treviso e Salerno (entrambe con il 3,6%). 
Considerando le principali trentatré province che presentano una quota dell’export del settore Alimentare e bevande superiore all'1%, si osservano crescite tendenziali più che doppie rispetto alla media nazionale del 2,5% in dodici province: Piacenza6 (+50,0%), Asti (+19,6%), Perugia (+11,6%), Cuneo (+10,5%), Ravenna (+9,4%), Treviso (+9,1%), Pavia (+7,9%), Milano e Novara (entrambe a +6,9%), Como (+5,8%), Torino (+5,7%) e Lodi (+5,3%).




In sedici province la propensione all’export del settore è almeno il doppio della media e nel dettaglio si tratta di Cuneo (15,97%), Parma (10,93%), Verona (9,37%), Asti (8,27%), Lodi (7,87%), Salerno (6,51%), Cremona (6,37%), Siena (6,08%), Mantova (5,91%), Modena (5,80%), Vercelli (5,27%), Alessandria (5,06%), Treviso (5,04%), Ravenna (4,84%) Novara e Avellino (entrambe con il 4,74%).



Ricordando che l’Alimentare rappresenta i tre quarti (75,3%) dell’export del settore ed il restante 24,7% è rappresentato dalle Bevande e considerando le principali province con almeno l’1% dell’export totale di alimentare e bevande si rilevano per l’Alimentare le più alte incidenze a Salerno (99,4% del totale), Parma (99,2%), Lodi (98,9%), Novara (97,4%), Modena (96,9%), Piacenza (96,6%), Napoli (96,4%), Cremona (95,1%), Perugia (93,9%), Pavia (93,1%), Mantova (92,4%), Como (89,1%), Reggio Emilia (87,1%), Bari (85,0%), Bologna (83,8%), Varese (82,8%), Ravenna (81,6%) e Milano (80,1%); la maggiore vocazione all’export di Bevande interessa Asti (78,5% del totale), Siena (73,9%), Venezia (61,6%), Provincia Autonoma di Trento (59,9%), Treviso (59,2%), Firenze (51,8%), Bergamo (50,6%), Alessandria (41,3%), Cuneo (40,5%) e Verona (39,7%).

In Veneto si stima, per dicembre, una spesa delle famiglie in prodotti alimentari e bevande di 1.138 milioni di euro, più alta di 188 milioni rispetto al consumo medio mensile. A Treviso di 198 milioni. Nella nostra regione una fetta consistente della spesa alimentare è intercettabile dalle imprese artigiane. Si stima che in Veneto vengono spesi circa 510 milioni di euro, di cui 89 nel trevigiano per prodotti da forno, salumi, latticini, formaggi, olio di oliva, dolci, gelati, condimenti e alcolici prodotti da artigiani. 
Al 30 settembre 2018 il settore dell'artigianato alimentare in Veneto conta 6.666 unità, pari al 7,5% delle 88.961 imprese del settore dislocate su tutto il territorio nazionale, in calo dell’1,1% su base annua ed in salita dello 0,5% nel corso degli ultimi 5 (III trimestre 2013-III trimestre 2018).
Nella Marca le imprese sono 1194 nello stesso periodo. Hanno registrato un calo impercettibile dello 0.3% rispetto al 2017 e in contrazione rispetto all’ultimo lustro dello 0.8.



Le eccellenze del food made in Veneto 
Al 21 novembre 2018 la nostra regione conta 32 prodotti agroalimentari di qualità a denominazione di origine e a indicazione geografica. Nel dettaglio in Veneto si contano 15 DOP -Denominazione di origine protetta e 17 IGP -Indicazione geografica protetta. Al 13 marzo 2018 sono inoltre censiti in Veneto 376 prodotti agroalimentari tradizionali, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo, che rappresentano il 7,4% dei 5.056 prodotti conteggiati su tutta la penisola.

CENA DI GUSTO

pubblicato 30 nov 2018, 07:47 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 30 nov 2018, 08:34 ]


I birrai indipendenti di Confartigianato Imprese Veneto tra i protagonisti della 111° Antica Mostra del radicchio rosso di Treviso IGP*.

La rassegna, che si svolgerà dal 7 al 9 dicembre in Piazza Borsa a Treviso, nei locali della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, sarà anticipata giovedì 6 dicembre dall'evento "CENA DI GUSTO - 5 piatti e 5 birre" .

A partire dalle ore 19.30 nel salone della Borsa dell'ente camerale trevigiano,  l'Istituto alberghiero Maffioli proporrà un menù che valorizzerà le eccellenze alimentari del nostro territorio accompagnandole con una selezione di birre artigianali proposta dai maestri birrai.

I proventi raccolti saranno devoluti alla Città della Speranza, a sostegno di progetti di ricerca.

Il costo è di 30euro a persona. 
Per prenotare la propria partecipazione contattare il n. 3453164319 o inviare una mail all'indirizzo cenadigusto@gmail.com




*Il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco organizza per la 111^ edizione la Mostra che prevede una molteplicità di appuntamenti per promuovere e valorizzare il Radicchio.
Nel cuore di Treviso sarà possibile ammirare e degustare il Radicchio Rosso di Treviso IGP.
Domenica 9 dicembre alle ore 9.30 sarà possibile prendere parte all’escursione Passeggiare nella storia.

CIOCCOLATO DI MARCA 2018

pubblicato 5 nov 2018, 01:56 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 5 nov 2018, 02:05 ]


Al via la tre giorni dedicata al cibo degli dei, il cioccolato.

Dal pomeriggio di venerdì 16 alla sera di domenica 18 novembre in Piazza dei Signori a Treviso i maestri cioccolatieri di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana proporranno a grandi e piccini le loro golose, ricercate creazioni. 

Cioccolato di Marca, giunta alla 19° edizione, promuoverà la cultura del cioccolato valorizzando il percorso che porta alla realizzazione del prodotto finale, dalla fava alla pralina: un’esperienza che stimolerà i sensi.

Tra assaggi, degustazioni, laboratori saranno tanti gli appuntamenti da non perdere.

Al fianco dei maestri artigiani, i giovani studenti degli istituti Dieffe – Officina della ristorazione di Valdobbiadene, Engim Veneto- Brandolini Rota di Oderzo e CFP Lepido Rocco di Lancenigo, che in un apposito stand daranno prova delle loro abilità. 

Ai più piccoli sarà proposto un percorso didattico alla scoperta del cioccolato. 

Il taglio del nastro, con la partecipazione delle autorità cittadine, è fissato per le ore 11.30 di sabato 17 novembre.
Gli stand saranno aperti dalle ore 16.00 di venerdì 16 sino alle 20.00 di domenica 18 novembre.


SEMINARIO TECNOLOGIE E NORMATIVE NEL SETTORE AGROALIMENTARE

pubblicato 24 set 2018, 03:34 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 24 set 2018, 03:35 ]

Soluzioni per la tracciabilità alimentare; buone prassi igieniche in alternativa al sistema  HACCP; etichettatura dei prodotti alimentari: questi i temi che saranno oggetto del seminario che si terrà mercoledì 3 ottobre presso la sede di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, piazza delle Istituzioni 34/a –Treviso.

Nel corso della serata saranno illustrati esempi pratici e casi di successo grazie alle testimonianze di referenti dell’azienda BeanTech, specializzata anche nella  fornitura di software per la garanzia dell’origine e della qualità del prodotto, dalla tracciabilità all’interno della filiera agro-alimentare, all’analisi delle giacenze dei prodotti stagionati e deperibili, fino al monitoraggio dei parametri produttivi in conformità ai piani di controllo previsti. 
Con i dirigenti dell’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana si discuterà del progetto sperimentale in essere nella sola provincia di Treviso, di semplificazione dell’autocontrollo per le microimprese alimentari e delle sanzioni previste in caso di violazione delle disposizioni al regolamento UE 1169/2011.
L’appuntamento inaugura il ciclo di eventi dedicati a IMPRESA 4.0 che Confartigianato Imprese Marca Trevigiana promuove per principali categorie della manifattura. 

La partecipazione è gratuita, l'iscrizione obbligatoria compilando il modulo on line.





PRESENTAZIONE DEL PROGETTO ITALIAN HEALTHY FOOD&WINE

pubblicato 13 giu 2014, 08:25 da Filippo Fiori

Mercoledì 28 maggio è stato presentato in sede provinciale Confartigianato Marca Trevigiana il progetto ITALIAN HEALTHY FOOD&WINE, finalizzato alla promozione negli USA di prodotti alimentari e vinicoli delle aziende associate al sistema Confartigianato.

Confartigianato Imprese ha infatti recentemente ottenuto il cofinanziamento da parte di ITA (Italian Trade Agency, già Istituto Italiano per il Commercio estero) per la realizzazione di un progetto volto alla promozione negli USA di prodotti alimentari e vinicoli delle aziende associate al sistema Confartigianato. Per il Veneto, l'iniziativa riguarda in particolare le imprese che fanno riferimento alle associazioni provinciali di Confartigianato Marca Trevigiana e Confartigianato Vicenza.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Italy Point, società italo-americana di trading con base a Boston, specializzata nel settore agroalimentare e dotata di idonee infrastrutture per la gestione logistica dei prodotti importati in USA.

A fronte di una rilevante domanda potenziale di prodotti agro-alimentari italiani sul mercato nord americano, Confartigianato intende sperimentare un modello "a misura" di imprese artigiane e di piccola dimensione, le quali presentano solitamente alcune criticità che ne limitano la capacità competitiva, quali la difficoltà di dare continuità alle azioni promozionali intraprese in mercati esteri ad alta potenzialità e la carenza nella capacità di gestione degli aspetti logistici.

L’iniziativa, che beneficia di un rilevante abbattimento dei costi da parte di ITA, prevede una prolungata fase di “matching” per favorire un reale incrocio tra domanda USA e offerta italiana. Le successive azioni di incoming di operatori commerciali statunitensi, accompagnati dai consulenti di Italy Point, saranno attuate solo nelle Provincie di Vicenza, Treviso, Novara, Verbania, Ancona, Terni e Bari.

L'incontro ha visto l’intervento di Barbara Belloni, consulente del sistema Confartigianato specializzata sul mercato agro-alimentare USA, di Muzio Pesaresi, rappresentante di Italy Point, e di Andrea Rossi, responsabile internazionalizzazione di Confartigianato Vicenza.
Per Confartigianato Marca Trevigiana erano presenti il presidente Alessandro Ardizzoni e il funzionario Filippo Fiori, insieme a circa una decina tra pasticcerie, salumifici e caseifici interessati a partecipare al progetto.


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